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3 marzo 2011

ESIGO I NUOVI COLORI

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Lo so i post meteorologici sono noiosi e scontati, ma a questo punto dell'anno, uno si sente pronto in ogni sua fibra alla primavera e la neve ti spegne, anche le idee, anche la creatività.
Uno vede le giornate che si allungano e vuole la luce giusta che apre il cuore, che fa vedere aldilà dello steccato.
Quindi perdonatemi.
Aspetto il sole.

16 dicembre 2010

Antò fa freddo

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Lo so è banale, lo so fa molto telegiornale minzoliniano, lo so manca solo che scriva il generale inverno spazza l'italia; anzi lo scrivo proprio: l'italia nella morsa del gelo.

Ora i detrattori sparino a zero: non mi importa, hanno argomenti interessanti, li postino.

La domanda a cui vi chiedo di rispondere oggi è: come fare per stare caldi?

Facciamo come ai telegiornali quando con 40 gradi all'ombra ti dicono di non chiudere il bambino nell'auto sotto il sole alle due del pomeriggio dopo averlo tenuto per ore senza bere neanche un sorso d'acqua e senza un finestrino abbassato.

Il mio top dei suggerimenti è: dotatevi di una copertina umana di vostro gradimento e chiudetevi in camera, gettate la chiave e buon divertimento.

ed i vostri?

4 novembre 2010

Sciolti nel grigio

28 commenti



Dopo 4 giorni di acqua, tanta acqua, mai vista tanta, tutta insieme, incessante, battente, devastante, uno avrebbe voglia di luce di sole, di asciugarsi le ossa, e invece no arriva lei dal grigio piombo passi al grigio latte ichiostrato e le ossa urlano "no ti prego fatemi asciugare almeno un po'", ma niente. Ora chi di voi non ha mai vissuto in una palude, trova molto romantica la nebbia, io non la reggo per più di due ore, e non guido, e non ho lunghi trasferimenti per lavoro.


Allora ieri sera, giornata del mio umore nero, ho deciso di fare una torta, non volevo fare io lo strudel, il 3/4 non ama molto la mia adorata torta di mele di famiglia e così mi sono cimentata in una torta di mele/ pere (sono possibili entrambe le varianti secondo ricetta), ma neanche lei mi ha dato la soddisfazione di liberarmi dalla mia condizione di meteodepressa

Comunque ecco la ricetta presa dal volume torte de "la pasticceria de La Repubblica" e vi dico, secondo me, come andrebbe corretta
Ingredienti.


300 gr farina
100 gr zucchero
70 gr burro
15 gr kievito birra fresco
2 pere o 2 mele (la mia era di mele)"
2 tuorli
5 cucchiai di latte
2 cucchiai di cognac per le mele, vino bianco per le pere
2 cucchia di zucchero a velo
1 cucchiaino di cannella
sale




Sbucciate la frutta, scartate i torsoli e tagliate a spicchi sottili, Scaldate in una padella antiaderente 20 gr di burro, unite la frutta, 2 cucchiai di zucchero, il vino o il cognac, girate con una paletta. Togliete la frutta dalla padella e mettetela ad asciugare su carta da cucina
Sbriciolate il lievito, che deve essere a temperatura ambiente, in una tazza e diluite con il latte intiepidito. Disponete la farina a fontana, ponete al centro lo zucchero avanzato, il burro rimasto sciolto ed intiepidito, i tuorli, 1/2 cucchiaino di cannella, il lievito ed un pizzico di sale (l'errore sta qui secondo me: lo zucchero andava messo con il lievito prima e solo quando lo zucchero aveva attivato il lievito l'insieme va messo al centro della fontana con gli altri ingredienti e separato dal sale che lo disatiiva.
Lavorate energicamente per 10 minuti circa, fino a quando si otterrà un composto omogeneo liscio che si stacca dalle pareti.
Ora bisogna imburrare ed infarinare lo stampo da torta e disporre l'impasto nello stampo e sopra di esso mettere la frutta disposta a raggiera. Coprite e fate lievitare in luogo tiepido per 2 ore.
Scaldate il forno a 190° e cuocete per 45 minuti, Sformate e fate raffreddare. Mescolate lo zucchero a velo con la cannella rimasta e cospargeteli sul dolce.
A me è venuta fuori una specie di crostata, buona, ma non era quello che mi aspettavo

29 luglio 2010

Il pettegolezzo

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In questa indimenticabile canzone di Marvin Gaye, splendida voce che ci ha lasciati troppo presto, un innamorato si dispera perchè ha sentito dire in giro che la propria fidanzata ha un altro e che il loro amore è quindi destinato a durare ancora poco. Ho pensato che fosse indicata per le mie lamentationes di oggi. Se c'è una cosa che non sopporto davvero è il pettegolezzo costante, quello che diventa non un innocuo e passeggero passatempo, ma una malattia, uno stile morboso di vita.
Dalle mie parti purtroppo regna sovrano, come in tutti i posti dove c'è poco da fare e l'occupazione quotidiana preferita non è fare qualcosa, ma stare a guardare quello che fanno gli altri e passarlo al microscopio in conversazioni lunghe e dettagliate che si allargano via via concentriche come quando si lancia un sasso nello stagno.
Io sono stata insofferente sin da piccola ai pettegolezzi perchè non mi piace sindacare su quello che fanno gli altri, lo trovo irrispettoso, mi piace vivere e lasciar vivere e gradirei che gli altri facessero altrettanto con me...pura utopia!
Mi diverte ciacolare ogni tanto così en passant che so sugli ultimi amori sbocciati ma per ridere, ad esempio mi piace parlare di una simpatica maliarda ligure-piemontese che cambia un uomo a sera, prima l'ambiguo poliziotto, poi il logorroico scacchista russo, poi il camionista bulgaro friggitore di salsicce.....ogni riferimento a...è puramente ...voluto!
Ma non sopporto quando il pettegolezzo diventa morboso e uno stile di vita. Nell'ultima riunione di lavoro hanno passato più tempo a scavare nella vita personale di collaboratori, clienti e fornitori che a risolvere i problemi per cui la riunione era stata convocata...che so si parlava di una probabile collaborazione con un'altra azienda, invece di valutare la competenza e l'affidabilità del suo amminsitratore siamo stati un'ora a dire che era il cugino di non so chi, che al liceo era stato fidanzato con non so chi altro...Mi ha detto Tizio che gli ha detto Caio che....Uffa....
Una delle ragioni per cui mi piace la Romagna è che lì si fa e si vive piuttosto che guardare gli altri fare e vivere, nelle nostre cene si spettegola ogni tanto per carità, ma con un altro spirito e si tende a fare gruppo, non a dividersi in gruppetti per isolarsi a parlar male degli altri.
Non so se qualcuno ha già fatto un post sul pettegolezzo o se magari l'ho già fatto io stessa, ma comunque è un argomento su cui c'è sempre molto da dire.
E voi che rapporto avete col pettegolezzo?