Di Marco tengo lui che mi guida la mano per imparare ad usare l'otomicroscopio e mi interroga sui punti di repere.
Di Marco tengo io e lui che cantiamo sopra la radio in un'auto che odora di fungaia perché appena comprata si era rotta una damigiana di vino nel bagagliaio e non c'era stato più verso di farle cambiare odore nei giorni caldo-umidi dell'estate.
Di Marco tengo lui che vede solo bianco o solo nero ed io che vedo mille sfumature, ma per lui le cose sono solo così o colà e si finiva sempre col litigare.
Di Marco tengo la puntualità.
Di Marco tengo le "facce da mongoletto" fatte entrando all'improvviso in ambulatorio dietro alle spalle del paziente per farti ridere mentre stavi visitando.
Di Marco tengo pure l'intransigenza che tanto odiavo.
Di Marco tengo le galanterie, in odor di maschilismo, a tutte noi colleghe ma fatte con garbo.
Di Marco tengo l'orgoglio per i suoi figli.
Di Marco tengo una notte con la chitarra in spiaggia tutti insieme a cantare di tutto e di più.
Di Marco tengo perfino la certezza delle sue certezze che mi faceva incazzare.
Di Marco tengo l'abbraccio fraterno quella volta che piangevo disperata e lui mi disse "noi uomini siamo fatti così, perdiamo la testa, ma torniamo sempre dalle donne che amiamo".
Di Marco tengo le verità buttate in faccia a costo di farti male.
Di Marco tengo pure lo sfottò politico che ci faceva alzare la voce.
Di Marco tengo ricerche disperate di un foglio nel mare indomito della sua scrivania.
Di Marco tengo il gusto per il buon cibo.
Di Marco tengo le insalate in pausa pranzo, per tornare al peso forma e l'incubo del rotolino dopo aver mangiato troppo di gusto.
Di Marco tengo gli occhi ridenti ma anche la faccia terrea e stanca di certe mattine.
Di Marco tengo i dubbi dell'amore.
Di Marco tengo il corso di inglese tutti insieme appassionatamente.
Di Marco tengo la disponibilità con i pazienti.
Di Marco tengo le relazioni prolisse e noiose dei primi anni e quelle spigliate e minuziose degli ultimi.
Di Marco butto il terrore di invecchiare
era davvero, davvero, davvero, davvero inutile