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21 febbraio 2011

Pennette

7 commenti
Pronto ?!
Ciao Toni', sono io !
Si mamma, l’ho visto sul cellulare.Come va’ ?
Benino, ma va’.
E Papà ?Rompe ,ma è vivo .
Ti volevo avvertire che è pronta la pennetta.
Ma mamma, non ti preoccupare per me, so’ ancora cucinare, appena posso passerò a trovarvi,ma non per cenare.
Lo so’ che ieri sera avevi da lavorare e così..ti ho fatto la pennetta.
Grazie,ma…
Ma che ma e ma, ti ho registrato Benigni sulla pennetta, così la puoi rivedere.
Aaaaah, non avevo compreso , la pennetta, la pen drive…
Si quell’opera del diavolo che ho imparato ad usare.
Grazie mamma,passerò certamente a prenderla e così potrò vedere lo spettacolo…
Toni', da piangere, mi sono commossa ripensando alla mia gioventù, trascorsa in continui trasferimenti a causa della guerra e tuo nonno che era soldato.Avevamo solo una lampadina e la luce del fuoco ,ma mancava il nonno che era andato a combattere i tedeschi.
Ed oggi è tutto qui nella pennetta.La troverai sul centrino , all’entrata, passa a prenderla…con tanti ricordi ,dentro, piccola.
Tanti ricordi dentro…così piccola !
Mah…Ciao mamma…

8 settembre 2010

Arrivederci....

17 commenti

Arrivederci ragazze del mare !

19 luglio 2010

19 luglio/23 maggio 1992

9 commenti




Paolo Borsellino
Agostino Catalano
Emanuela Loi
Vincenzo Li Muli
Walter Eddie Cosina
Claudio Traina.

Antonio Vullo,sopravvissuto ma gravemente ferito




Giovanni Falcone
Francesca Morvillo
Vito Schifani
Rocco Dicillo
Antonio Montinaro

Vi rimando al post di Anna dello scorso anno.

Semplicemente non dimentichiamo

27 aprile 2010

In memoria di un genocidio dimenticato

11 commenti

Nelle plaghe dell’Oriente
Sia pace sulla terra…
Non più sangue, ma sudore
Irrori le vene dei campi,
e al tocco della campana di ogni paese
sia un canto di benedizione.

Nelle plaghe dell’Occidente
Sia fertilità sulla terra…
Che da ogni stella sgorghi la rugiada
E ogni spiga si fonda in oro,
e quando gli agnelli pascoleranno sul monte
germoglino e fioriscano le zolle.

Nelle plaghe dell’Aquilone
Sia pienezza sulla terra…
Che nel mare d’oro del grano
Nuoti la falce senza posa,
e quando i granai s’apriranno al frumento
si espanda la gioia.

Nelle plaghe del Meridione
Sia ricca di frutti la terra…
Fiorisca il miele degli alveari,
trabocchi dalle coppe il vino,
e quando le spose impasteranno il pane buono
sia il canto dell’amore.

Daniel Varujan, Il canto del pane

Questi versi non eccezionali, a dire il vero, dovrebbero colmare una mia lacuna: lo scorso 24 aprile ricorreva l’anniversario del genocidio armeno, di cui pochi sanno. La notte del 24 aprile 1915, per soddisfare appetiti nazionalisti e por mano al disfacimento dell’Impero Ottomano, gli armeni che vivevano in Turchia furono trucidati o deportati in Siria. Ancora oggi, in Turchia, è considerato un reato anche solo parlare del genocidio degli Armeni.
Una quindicina d’anni più tardi, Hitler si chiederà «chi si ricorda più del genocidio degli Armeni?» e, prendendone a modello le atroci modalità, ne perpetuerà un altro, altrettanto osceno, fortunatamente (se così è lecito esprimersi) meno dimenticato.

27 gennaio 2010

IO NON DIMENTICO

29 commenti


Io non dimentico l'osceno numero di quelle morti, io non dimentico ogni singola morte, io non dimentico la fame, io non dimentico la dignità spezzata, io non dimentico gli stenti, io non dimentico il dolore, io non dimentico le malattie provocate, io non dimentico le malattie non curate, io non dimentico gli sposi separati dalle spose, io non dimentico i figli strappati alle madri, io non dimentico la paura di essere scelti, io non dimentico quelle pelli marchiate, io non dimentico le deportazioni, io non dimentico la disperazione, io non dimentico la fatica di essere sopravvissuti all'orrore, io non dimentico la necessità di perpetuare il dolore del ricordo.

Perchè questo doloroso ricordo fa di me una persona migliore

20 novembre 2009

La tivù che non c'è più

17 commenti


Il mio primo ricordo della televisione è quello di un enorme cassone posato su di un tavolino in legno e vetro che dominava incontrastato la cucina, accanto al camino: un valvolone in bianco e nero con in paio di “corna” al di sopra, dallo schermo più rotondo che rettangolare. Lo avevano acquistato i miei qualche mese prima che io nascessi.

Ho ancora in mente un bel fuoco acceso, i miei genitori assieme ai nonni seduti davanti, intenti a guardare Canzonissima mentre io giocavo accanto alla culla di mio fratello. Ricordo anche che per vedere le previsioni del tempo del Colonnello Bernacca il tv andava acceso 15 minuti prima, perché si doveva scaldare. E non c’erano tanti canali, giusto due: il “nazionale” e il “secondo”, che si comandavano con un unico tasto. Poi arrivò il terzo canale e occorreva girare una manopola per cercarlo, un po’ come avevo imparato a fare per cambiare stazione nella radio: era il 1979.

Le regole erano tassative: due ore al giorno e non un minuto di più. Non è che ci fosse tantissimo da vedere per un bambino, ma quel poco era bellissimo. C’era il mondo dietro a quel vetro: i cartoni animati, il primo Mazinga, la prima ora di Mike Bongiorno il giovedì, qualche film, Piero Angela che spiegava le scienze.
Era incredibile come quello scatolone calamitasse la mia attenzione: per la mia generazione la tv ha fatto da balia per tante ore al giorno meglio che una baby sitter.

Sono passati tanti anni da allora. Oggi la tv è un sottile quadretto appeso al muro, posso vedere i canali francesi e inglesi, posso interagire col digitale… eppure oggi tengo la tv più spenta di allora. Qualcosa deve essere andato storto. Continuo a pensare di essere stato fortunato e di aver visto un pizzico di bella tv, che oggi rimpiango.

Quali sono le trasmissioni che ricordate? Quali vi piacevano? E quali no? E i personaggi, quali rivorreste e quali dimentichereste volentieri?



Con l'augurio di un sereno fine settimana a tutti!


PS: io l'avevo mandato affinche' fosse pubblicato sul blog ufficiale... pace :)

19 novembre 2009

Ai poster l'ardua sentenza

62 commenti
Stimolata dalla recente conversazione via mail su Sting e le sue qualità "intellettuali" di grande musicista, la mia mente è corsa al poster che campeggiava nella mia camera di adolescente sedicenne che era più o meno questo della foto (MOOOOOLTO MATERASSABILE)..Sting l'ho conosciuto (solo musicalmente purtroppo) nel lontano 1988, mi hanno regalato "Nothing like the Sun" ed è stato amore al primo ascolto: il suono della sua voce, le raffinate atmosfere delle sue canzoni, "Fragile", "They dance alone" e una delle mie preferite "Be still my beating heart" e poi l'ho seguito per anni nei suoi nuovi dischi e anche a ritroso ascoltando il suo precedente album solista "The dream of the blue turtles" fino ai suoi esordi con i Police. Poi ho cominciato ad avere interessi musicali più variegati e a dire il vero non mi ha più tanto appassionato la musica che Sting faceva, ma l'altra sera nello speciale di Fazio sono rimasta di nuovo affascinata, certo è un pò snob e sulle sue, ma ho uno splendido sorriso e una grande intensità. Vi consiglio di vedere un cortometraggio girato dal fotografo Fabrizio Ferri in cui Sting suona alla chitarra un brano di Bach e la ballerina Alessandra Ferri danza.. molto bello, credo sia anche su youtube.
Comunque si sono alternati altri poster nella mia camera, altri cantanti e gruppi musicali, U2 o alle medie anche il bassista John Taylor dei Duran Duran, oppure le locandine dei miei film preferiti del momento (ricordo anche un bel poster di Pretty Woman, ebbene sì lo ammetto)...ma quello di Sir Matthew Gordon Sumner in arte Sting, è stato il poster che mi ha fatto più battere il cuore quando lo guardavo stesa sul mio letto. E di che poster era popolata la vostra camera di adolescente? Qualcuno posso immaginarlo, i soliti Pooh per Giulio, Amanda avrà avuto una gigantografia di Puccini e per Gianfranco putroppo niente Natalie Imbruglia, non l'avevano ancora inventata!

15 settembre 2009

ricordiamo don puglisi

1 commenti

''Le nostre iniziative e quelle dei volontari devono essere un segno. Non e' qualcosa che puo' trasformare Brancaccio. Questa e' un'illusione che non possiamo permetterci. E' soltanto un segno per fornire altri modelli, soprattutto ai giovani. Noi vogliamo rimboccarci le maniche e costruire qualche cosa. E se ognuno fa qualche cosa, allora si puo' fare molto...'

A sedici anni dalla sua morte,per mano di mafia, voglio ricordare un uomo che si battutto per dare dignità alla sua gente e di cui ancora oggi si tenta di infangare la memoria

11 settembre 2009

Il mio ricordo

4 commenti
Era il primo pomeriggio: allora andavo a pranzo in un parco a Firenze, vicino al lavoro; si andava in pausa alle 13 e si rientrava alle 14 e 30.
Una calda giornata di sole, probabilmente una delle ultime dell'estate.

Da li' a poco sarebbe avvenuto l'impensabile; passa Camilla: "Vai su Internet: e' caduto un aereo su un palazzo a New York!".

Il mio responsabile storce un po' il naso ma mi fa cenno di si... notizie frammentarie; cominciano ad arrivare altre persone dell'ufficio, quelle che hanno una radio accesa e hanno sentito le prime notizie. "Ragazzi, c'e' da finire il lavoro per venerdi', siamo indietro... coraggio, dopo si sapra' qualcosa in piu'!".

Passa qualche minuto e ritorna Camilla: "Un altro aereo, sull'altra torre! E' un attentato!". Il gelo, tutti che cominciano a radunarsi attorno alla mia scrivania, "facci vedere Internet!!". Lo faccio. Si guardano le prime veline, i primi contatti dalla citta'... io ho anche una cugina che lavora a Manhattan, decido di mandarle un messaggio sul telefono... "ciao, ho sentito degli aerei, come va li', tutto bene?".
Passa una mezz'ora, qualcuno va a prendere la tv e cominciano a vedersi i collegamenti... un disastro, immagini che fanno paura: i palazzi in fiamme, il fumo che invade le zone circostanti, gli allarmi; qualcuno parla di altri aerei; ed ecco che alcune persone cercano di sfuggire al loro destino lanciandosi dalle Torri... non ci credo, l'Inferno sulla Terra.
"Oggi inizia la Terza Guerra Mondiale" diceva qualcuno: non c'e' andato cosi' lontano.

"E' CROLLATAAAA!!! NOOOOO!!! E scoppia in pianto! Lo sconforto: persone che sono sempre state fredde di fronte al loro posto di lavoro, che non lasciavano trasparire la minima emozione, ora erano sedute accanto, chi con le lacrime agli occhi, chi con la paura che gli si leggeva in faccia.
Qualche minuto ancora e la scena si ripetè.

Arriva un messaggio sul mio telefono: "Sto bene, si vede il fumo da casa, suonano le sirene, e' un massacro. Ciao, V."

Era cambiato il mondo sotto ai nostri occhi in qualche minuto.

g.