Ieri leggevo questo post interessante di Irene Bernardini.
A volte mi ritrovo a pensare alla mia vecchiaia e mi deprimo profondamente.
Ma non è la vecchiaia in sè che mi deprime, c'è modo e modo di invecchiare.
I vecchi della mia famiglia, sono stati tutti dei bei vecchi, con un finale molto dignitoso.
Ma se penso ai miei vecchi mi immagino una folla attorno a loro. Figli, cugini, generi, nuore.
Perfino Teodolinda a cui si prospettava la più solitaria delle vecchiaie dall'altra parte del mondo, si unì a noi. La Nonnina, che non aveva figli si "impossessò" della famiglia del fratello.
Certo ho un compagno, ed è già una grande cosa, ma non abbiamo figli e le pensioni....
meglio non pensarci. Così uno spera di mantenersi in salute e di poter badare a se stesso e di godersi la lettura, le passeggiate, la settimana enigmistica (che aiuta la memoria) o di morire di un colpo prima. E spera di poter mettere su nero su bianco che nessuno deve accanirsi su ciò che resta di lui se lui non può più decidere per se stesso
Per il funerale non ho alcun dubbio, sarà un funerale laico.
Voglio che si suoni Grazie alla vita di Violeta Parra, che la gente si incontri con piacere e che sorrida pensando agli aneddoti dei nostri pezzi di strada comune, che qualcuno cucini o che si mangi in compagnia. Scegliete dei bei versi. Fatemi cremare e disperdetemi sui monti o in mare (bello però, niente Jesolo o Sottomarina).
Perchè penso alla vecchiaia ed alla morte? Perchè fanno parte della vita e la vita per me è importante









