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25 febbraio 2011

Grazie alla vita

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Ieri leggevo questo post interessante di Irene Bernardini.
A volte mi ritrovo a pensare alla mia vecchiaia e mi deprimo profondamente.
Ma non è la vecchiaia in sè che mi deprime, c'è modo e modo di invecchiare.
I vecchi della mia famiglia, sono stati tutti dei bei vecchi, con un finale molto dignitoso.
Ma se penso ai miei vecchi mi immagino una folla attorno a loro. Figli, cugini, generi, nuore.
Perfino Teodolinda a cui si prospettava la più solitaria delle vecchiaie dall'altra parte del mondo, si unì a noi. La Nonnina, che non aveva figli si "impossessò" della famiglia del fratello.
Certo ho un compagno, ed è già una grande cosa, ma non abbiamo figli e le pensioni....
meglio non pensarci. Così uno spera di mantenersi in salute e di poter badare a se stesso e di godersi la lettura, le passeggiate, la settimana enigmistica (che aiuta la memoria) o di morire di un colpo prima. E spera di poter mettere su nero su bianco che nessuno deve accanirsi su ciò che resta di lui se lui non può più decidere per se stesso
Per il funerale non ho alcun dubbio, sarà un funerale laico.
Voglio che si suoni Grazie alla vita di Violeta Parra, che la gente si incontri con piacere e che sorrida pensando agli aneddoti dei nostri pezzi di strada comune, che qualcuno cucini o che si mangi in compagnia. Scegliete dei bei versi. Fatemi cremare e disperdetemi sui monti o in mare (bello però, niente Jesolo o Sottomarina).
Perchè penso alla vecchiaia ed alla morte? Perchè fanno parte della vita e la vita per me è importante

13 settembre 2010

parole parole parole

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Non ho mai perso tempo ad amare chi non mi
voleva.


E ho sempre trovato attraenti le persone che mi hanno amato

Joseph O' Connor



Studio da sempre per la prima parte,

ma mi riesce bene solo la seconda

Amanda


11 maggio 2010

Contare fino a dieci prima di parlare a volte sarebbe auspicabile

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"Gli irregolari senza lavoro normalmente delinquono" Letizia Moratti

I parlamentari il cui stipendio è pagato profumatamente da noi con le tasse invece?

Di questi tempi Signor Sindaco non sarebbe meglio tacere?

25 marzo 2010

Mala tempora currunt

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«Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbe meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale,corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare».

Elsa Morante, 1945, a proposito di… Mussolini

Dite la verità: anche voi pensavate a LUI, vero?? Mala tempora.

28 febbraio 2010

Paura eh...?

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«È una tendenza caratteristica degli esseri umani esporsi continuamente alla paura. Le nostre paure non vanno mai perdute, anche se i loro nascondigli sono misteriosi. Forse, di tutte le cose del mondo, nulla si evolve e si trasforma meno della paura».

Elias Canetti, La lingua salvata

Io trovo che la paura sia una sensazione molto affascinante e, forse inconsciamente, ogni tanto la si ricerchi, magari anche solo tramite la visione di un film. Vi confesso che spesso, per movimentare il mio rientro serale, specialmente d’inverno, complice la nebbia, mi intrufolo in una stradina del centro, a gomito, dove non passa mai nessuno, risuonano i miei passi (garibaldini) e mi immagino che dalle imposte socchiuse di una finestra dietro la quale non dovrebbe esserci nessuno, sbuchi chissà chi. Quell’angolino, lo so, farebbe la felicità di Dario Argento.

Cos’è che vi fa paura?
Un film come quelli di Rocco Smitherson? (Che meraviglia il divano dalmata della Dandini…). Il buio? Il vuoto? L’altezza? Un cane sciolto incontrato per strada? La faccia della suocera appena alzata? (Ma qui mi sa che, a parte rarissime eccezioni, siam tutti single)


Comunque, ecco la mia lista:

- La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati (Maria Grazia mi capisce!)
- Il giardino del vicino di notte: il lampione illumina il tronco di un pino che sembra un uomo fermo ad aspettare proprio me (magari…)
- La mia cantina, sempre di notte, piena di rumorini sinistri
- Il sesto grado sulla roccia: se perdi un briciolo di concentrazione, ti guardi indietro e non sei Messner, è finita
- Lo specchio: sussulto ogni volta. “Cos’è sto mostro??” Io, accidenti!

Paura eh…? (cit.)

31 gennaio 2010

Il grande Artusi sarebbe felice

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"Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che è purtroppo privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono".

Primo Levi, La chiave a stella


Ieri a mezzogiorno ho avuto la straordinaria opportunità di constatare di persona la verità di questa bella massima di Primo Levi, contenuta in quello che forse, almeno a mio giudizio, è il suo romanzo più riuscito.
La mia squallida cittadina vanta alcune punte di eccellenza: una di queste è senz’altro l’Istituto alberghiero Giovanni Falcone, dove vengono formati fior di cuochi che, ho saputo, vincono borse di studio per l’estero bagnando il naso a colleghi provenienti da scuole ben più prestigiose (o, a questo punto, presunte tali).
Da qualche tempo a questa parte, hanno aperto al pubblico la sala da pranzo: accolgono, cucinano e servono loro.

In pochi altri rari casi posso dire di aver mangiato così bene e di esser stata servita con altrettanta cortesia e sì… con altrettanta passione.
Ragazzini dai quattordici ai diciotto anni, severamente sorvegliati da un maitre tutt’altro che indulgente, foruncoli e capelli a spazzola ma portamento fiero e una commovente titubanza mista a consapevolezza.

Ecco l’eccellente menu:

Antipasto di moscardini e polenta
Primo: gnocchi noisette (oppure spaghetti allo scoglio)
Secondo: branzino oppure rollé di maiale con contorno a scelta (caponata, zucchine o patate)
Dolce: crostatina Bella Elena o torta Bisquits (una sorta di teofania costituita da pan di spagna e crème chantilly)
Anche il pane è cotto da loro.

Avendo preso il pesce ho scelto un Vermentino; non hai il piacere di vuotare il bicchiere che, immediatamente, ti viene chiesto, bottiglia alla mano, se ne desideri dell’altro. (Riportarvi la mia risposta è oltremodo superfluo).

Prezzo: 10 €.

Certo, non hanno costi fissi: i locali sono del Comune, gli insegnanti stipendiati dallo stato e il personale è rappresentato dagli allievi.
Esperienza sublime per il palato, senza dubbio, ma la cosa più bella è proprio la passione che questi giovani mettono nel loro lavoro, per il loro futuro.

24 dicembre 2009

Un abbraccio a tutti

12 commenti

«Per tutta la vita siamo messi di fronte a decisioni angosciose, a scelte morali. Alcune di esse importantissime, altre meno importanti e noi siamo determinati dalle scelte che abbiamo fatto; siamo, in effetti, la somma totale delle nostre scelte.
Gli avvenimenti si snodano così imprevedibilmente, così ingiustamente.
La felicità umana non sembra fosse inclusa nel disegno della creazione.
Siamo solo noi, con la nostra capacità di amare che diamo significato all’Universo indifferente.
Eppure, la maggior parte degli esseri umani sembra avere la forza di insistere e perfino di trovare gioia nelle cose semplici: nel loro lavoro, nella loro famiglia e nella speranza che le generazioni future possano… capire di più»

Questa serie di pensieri è tratta da Crimini e misfatti che, come molti di voi sanno, è tra i miei film preferiti. È una conclusione malinconica ma fiduciosa, uno spiraglio in fondo al tunnel, come spero che sia l’anno che viene per tutti noi. Perché, come dice Miłosz, anche nella tristezza ci vuole eleganza.

Vi regalo anche la scena finale di questo piccolo capolavoro, un omaggio al Posto delle fragole (che, grazia ad Amanda, per noi del blogghino ha un significato ben preciso) con il sottofondo di una delle canzoni più belle del mondo.

Un abbraccio forte a tutti voi e davvero grazie per tutto quello che è nato in una frenetica giornata di giugno…

29 novembre 2009

Carramba che cultura!

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Ricevo uno spunto (non uno sputo, per fortuna) da Giulio che, dopo la notte brava in quel di Torino, della quale si sa poco, mi prega di postare per lui le seguenti riflessioni sulla settimana televisiva e radiofonica che ci aspetta.

Tutto è all’insegna della cultura:

lunedì Boyager (Caro, dolce Bob dalla cravatta aranciata, mi sa che io ti tradisco con Le vite degli altri, ai confini del buon cinema);

martedì Gigggggi D’Alessio;

mercoledì finale di X Factor con diretta su Radio2

giovedì CIUSSI live su Rdio2

venerdì pesce, “per la cioia di J.R. ke lo mancia arrostito anke se non è proprio piatto tipico pafarese ma c’è skritto in Pippia und fa pene ai pekatori kome foi. Crazie”

Sabato: Maria/o De Filippi

Si pone ora il problema della domenica che rimane sguarnita: che fare?
Giulio propone un suicidio di massa. E voi?

12 novembre 2009

Prove tecniche di post-azione

52 commenti

Prima di mollare il pc per l'agognato pasto serale stavo ripulendo outlook dalla posta della giornata (nella foto una mail personale di Giacobbo) e il messaggio della nostra Ste mi ha ricordato che proprio grazie a lei ho potuto completare l'iscrizione al blog (diciamo che Ginfra da tempo mi sollecita ma Ste ha creato la mail maggica che mancava) ... ed eccomi qua, novello templare adepto alla setta di Tiffany, pronto a seguirvi ai confini della conoscenza, per scoprire se dal calendario Maya è dato dedurre cosa ne sarà della Nostra Trasmissione e di Radio2 in genere......

certo la vita prima di internet aveva il suo fascino ma è anche vero che dobbiamo al web la nostra amicizia, senza il blog.rai saremmo rimasti un numero indefinito di ascoltatori isolati e tra di noi sconosciuti...

beh, conoscersi è ben altro, certo è che ogni giorno che passa condividiamo sempre più qualcosa di noi, l'uno con gli altri, scoprendo che le stesse motivazioni che ogni mattina mi e vi spingono ad alzarci ad ore antelucane, sono le stesse che ci spingono a frequentarci qui..... impegni permettendo....

potremmo chiamarla "l'alchimia del ciacolare"

senza scordare che il blog, ma ancora di più le mail a catena che ci scambiamo, costringono a riabituarci al dialogo evitando tanti monologhi e abbiamo capito che ciacolare con leggerezza ...ci piace :-)

Vi saluto con uno degli sms di stamattina: "Luca per favore, basta, dopo un minuto di Lops ho la pressione a zero ed ho bisogno di qualche buon caffè per riprendermi: Buttafuoco forever !"

Un abbraccio a tutti :-)


PRIVATE CONVERSATIONS

9 commenti

Questo post è firmato GRILLO PARLANTE

Vi richiamo all'ordine chat, posta, mail, sms, tutti lì a chiacchierare di biscotti e chupacabras e NESSUNO che posti più niente.
Giuro che Anna ed Amanda entrano in sciopero!

Gli abilitati scrivano

I non abilitati si abilitino

Spremete le meningi


Giuuuuuuuulio Tesssssssoro la tua scoppiettante cretività dedicala un po' al bloggino

16 settembre 2009

Le cinque cose che non ho ancora fatto e che non mi vorrei perdere

53 commenti

Certo una classifica del genere vale hic et nunc ma vogliamo provarci insieme?

1. poter fare in modo stabile il mio lavoro. Non è una futile rivendicazione, ma pensate: il lavoro del medico è basato sul rapporto che tra un paziente ed il suo medico si stabilisce, ed inoltre è importante la sintonia che si crea all’interno di uno staff di lavoro, dinamiche delicate che consentono a chi fruisce di un’assistenza sanitaria di avere la migliore qualità di servizio. Certo ho pazienti che mi hanno seguita nelle mie continue peregrinazioni tra un ospedale ed un altro, ma non è giusto per loro dover trotterellare, e non è giusto dover ricominciare ogni volta a raccontare la propria storia da capo ad un medico nuovo ed imparare nuovamente ad averne fiducia.
2. ricominciare a guidare l’auto. Ebbene sì lo confesso dopo qualche anno dalla patente , presa da un’angoscia crescente per l’aumentare del traffico ho abbandonato la guida. Non mi pento di usare i mezzi pubblici, e penso che continuerei a farlo, ma riprendere a guidare sarebbe vincere una sfida con me stessa.
3. avere un cane o un gatto: in realtà un gatto (e che splendido gatto!) che gira per casa c’è, è stato il più bel regalo che io abbia mai fatto, l’ho regalata a mia sorella 13 anni fa e noi abitiamo porta a porta e quando vuole bussa e viene, ma mi piacerebbe un gattino per casa, allergie della mia metà permettendo. Per quanto riguarda il cane, ho posseduto un cane per quattro ore, poi mia madre mise me e la mia cucciola per strada e non mi consentì di rientrare fin quando non mi arresi a rinunciare al cucciolo. Ora gli orari e l’abitare al quarto piano, senza ascensore ed in un piccolo appartamento mi rendono difficile prendere la decisione, ma quando andrò in pensione….
4. imparare l’inglese molto meglio di come lo so mi arrangio, riesco a sfamarmi, a farmi capire e a intrattenere rapporti decorosi con colleghi stranieri, ma lo scrivo malissimo e a volte se vanno troppo velocemente mi perdo e se potessi imparare anche lo spagnolo ed il francese non guasterebbe, come avrete capito comunicare è una mia esigenza vitale, porre limiti alla mia possibilità di comunicazione e perché mai.
5. riuscire a vivere in modo il più possibile coerente e rispettoso dell’ambiente: no comment

E i vostri 5 desideri quali sono?

27 agosto 2009

Le canzoni intelligenti

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La ripresa è dura. Il cervello – o quel che ne rimane – fa fatica a trovare un minimo di concentrazione e così divaga rincorrendo le distrazioni più disparate.
Oggi mi martellano la testa due canzoni, in particolare, che hanno testi in parte oscuri…

Che cosa mi significa:

per me che senza gloria
con te nuda sul divano faccio stelle di cartone (???)
pensando a Gloria

In molti, in effetti, si sono cimentati senza riuscire a darne spiegazione logica.

Sorvolo sulla sgrammaticatura insopportabile:

e sempre questa storia che lei la chiamo Gloria (!!!)

ORRORE!!

Ma passiamo oltre, a una vera canzone intelligente che, peraltro, mi piace anche molto.
Ora, a fianco di spunti di denuncia tutt’altro che datati:

siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro.
Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare quei programmi demenziali con tribune elettorali (ahimè abbiamo oggi ben di peggio)
e avete voglia di mettervi profumi e deodoranti siete come sabbie mobili tirate giù uh uh.
C'è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero uh com'è difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano.
Quante squallide figure che attraversano il paese com'è misera la vita negli abusi di potere.

Ecco, dicevo, a fianco di tutto ciò, che cosa vorrà mai dire:

A Beethoven e Sinatra preferisco l' insalata
a Vivaldi l' uva passa che mi dà più calorie (!!!)

Confesso che sento un po’ la mancanza di Cochi e Renato…

Vi viene in mente qualche altra canzone intelligente da segnalare, con frasi astruse o talmente geniali da sembrare, ops, idiote…?

15 luglio 2009

Cara, vecchia Europa

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«La macchina Europa, pur perdendo i pezzi, continua la sua corsa, finché non sarà necessario sostituire tutto il motore».

Con questa frase affascinante quanto sibillina, Giorgio Pressburger conclude la sua introduzione al romanzo di B. Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa (Einaudi).
Ma non è del romanzo che voglio parlare (anche perché lo sto leggendo in questi giorni, sono a metà e non ho ancora capito se mi stia piacendo o no); è proprio la frase di Pressburger che sollecita il mio neurone oggi.
I “pezzi” cui si riferisce, sono i cittadini europei, famosi e non, che la vivono, la abitano, ne conformano il carattere, la tipicità, l’atmosfera; denominatori comuni che sopravvivono loro e caratterizzano la cara, vecchia Europa. Ma forse questo continente, “il motore”, sta davvero attraversando una crisi anche più profonda di quella economica e, prima o poi, verrà “sostituito” da altre identità più forti.

Voi che ne pensate? Vi sentite europei o solo italiani? Avete mai provato il “mal d’Europa” in occasione di un viaggio in un altro continente? Ed esiste davvero uno spirito europeo o ciascuno coltiva le sue differenze, i suoi interessi e il suo orticello?