ovvero "Ciacole da Tiffany"
(aspettando Lady Scartox & Mr. LittleWhite)
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13 settembre 2011
17 agosto 2011
Bioparco
No non intendo quella voce dietro la quale si cela, sotto mentite spoglie, il vetusto giardino zoologico, dove qualche esemplare depresso e spellacchiato di specie un tempo esotiche vive in cattività, intendo un parco nazionale unico al mondo, di straordinaria bellezza, dove, nel loro habitat, vivono e si riproducono infinite specie animali: le dolomiti.
Ci sono volte in cui giri da mane a sera su e giù per sentieri e non incontri anima criata, solo formiche e qualche luì piccolo che accompagna deliziosamente il passo, ed altre, come domenica, in cui incroci di tutto e di più.
Domenica mattina la sveglia è suonata alle 4 e mezza, la strada da fare prima in auto e poi a piedi era tanta, il meteo prometteva temporali per il tardo pomeriggio, quindi conveniva la levataccia.
Alle otto meno un quarto eravamo già sul sentiero a Malga Ciapela, alla nostra destra l'imponente parete sud della Marmolada, alle nostre spalle a sinistra il Civetta, siamo giunti rapidamente al pascolo di Malga Ombretta e da qui sotto la Marmolada abbiamo raggiunto il rifugio Falier e fatto i primi incontri, i più comuni: vacche e capre al pascolo. Dal rifugio abbiamo preso a sinistra per forcella Ombrettola. Gli ultimi 500 mt di dislivello sono stati i più duri su per un impietoso ghiaione, la famiglia di camosci alla mia sinistra (ben 7 elementi tra grandi e piccini) sembrava per nulla intimorita dalla nostra presenza e decisamente saliva con più grazia di me. Arrivati in forcella (2864 mt), di fronte a noi uno spettacolo incantevole : alla nostra destra Sasso Lungo e Sasso Piatto, al centro il Catinaccio con l'Antermoia. Rimanevano 500 mt per la vetta del sasso Vernale,io mi sono data per vinta, il 3/4 alleggeritosi delle zavorre (compresa la sottoscritta) si è avventurato per il suo 3054 che da solo avrebbe fatto la sua impressione, ma messo lì, di fianco alla Marmolada sembrava un montarozzo senza arte nè parte.
Due stambecchi e un'altra famiglia di camosci gli hanno aperto la strada. Intanto il cielo si è rannuvolato ed ho trovato riparo dal vento in una grotta scavata dagli alpini durante la guerra, dove un grasso sorcetto di montagna è venuto a rubare le briciole cadute dai panini di altri due escursionisti giunti intanto in forcella, contendendole ai gracchi i famosi spazzini di vette e rifugi.
Dopo circa un'ora abbiamo iniziato la discesa, attenti a schivare i sassi che un altro gruppo di camosci muovendosi rapidamente faceva franare sul sentiero.
Quando il sole ci ha nuovamente graziati ci siamo seduti a scaldare le ossa tra le stelle alpine e sono comparse le marmotte.
Alle sei eravamo di ritorno a Malga Ombretta dove ci siamo deliziati con una tazza di yogurt al miele così buono che ci avrei fatto il bagno dentro e l'ultimo incontro è stato con una piccola biscia che ci ha attraversato il sentiero quando ormai esausti ed appagati da tanta bellezza facevamo ritorno a Malga Ciapela
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28 settembre 2010
la città di Peter Pan

" Il principio dinamico della fantasia è il gioco, che è proprio anche del bambino e come tale sembra incompatibile con il principio del lavoro serio. Ma senza questo giocare con la fantasia non è mai nata opera d'arte. Il debito che abbiamo con il gioco dell'immaginazione è incalcolabile"
Jung
Verona domenica (ma anche sabato e venerdì) era invasa di bambini di ogni età.
Senza averlo programmato, anzi senza proprio immaginarlo, siamo cascati in mezzo all'ottava edizione del Tocatì (tocca a te n.d.t.) il festival dei giochi da strada.
Così in piazza duomo c'era un'enorme tombolata, sul lungargine da un lato si giocava a polo bike, dall'altro c'erano i narratori di favole dei Lessini, in una piazza si giocava a dama, in una tutti giocavano a go, c'era poi un palo della cuccagna ben insaponato su cui si cimentavano grandi e piccini, il lancio del panforte con dei serissimi giudici, con annesso angolo degli avvinazzati cantori dell'Amiata, si erano create un sacco di piste di sabbia riportata per le biglie, in un chiostro scoprivo persino l'esistenza di un gioco chiamato carrom con un bellissimo tavolo da gioco. Da un piccolo selciato giungevano grida e ci siamo infilati ad assistere a due accalorate sfide di morra; era bello vedere gli sfidanti: una squadra era composta da un biker grosso come un armadio a quattro ante, tutto tatuato e da un ragazzino, l'altra da un distinto signore attempato con un quarantino.
C'era chi faceva rafting sull'Adige. C'erano bimbi che si inseguivano con le cerbottane costruite da loro, come ai nostri tempi con mollette da bucato e canaline di plastica, trottole, yo-yo.
Questa edizione era dedicata in particolare ai giochi svizzeri e gli svizzeri sono svizzeri quindi mentre qui da noi facciamo il gioco dell'oca, loro fanno il gioco della svizzera nella variante geografica e storica: sempre unire l'utile al dilettevole, il bimbo impara le città della svizzera o gli avvenimenti storici tirando i dadi, c'erano edizioni dalla fine dell'800 fino ai giorni nostri
Per ogni gioco proposto erano esposte regole e scopo del gioco e c'era un gruppo di esperti che insegnava a giocare.
Non so cosa mi sono persa ancora in giro, so che ci dovrebbe essere un tocatì ogni domenica, a vedere le facce della gente ieri, sono sicura che vivremmo tutti meglio
Jung
Verona domenica (ma anche sabato e venerdì) era invasa di bambini di ogni età.
Senza averlo programmato, anzi senza proprio immaginarlo, siamo cascati in mezzo all'ottava edizione del Tocatì (tocca a te n.d.t.) il festival dei giochi da strada.
Così in piazza duomo c'era un'enorme tombolata, sul lungargine da un lato si giocava a polo bike, dall'altro c'erano i narratori di favole dei Lessini, in una piazza si giocava a dama, in una tutti giocavano a go, c'era poi un palo della cuccagna ben insaponato su cui si cimentavano grandi e piccini, il lancio del panforte con dei serissimi giudici, con annesso angolo degli avvinazzati cantori dell'Amiata, si erano create un sacco di piste di sabbia riportata per le biglie, in un chiostro scoprivo persino l'esistenza di un gioco chiamato carrom con un bellissimo tavolo da gioco. Da un piccolo selciato giungevano grida e ci siamo infilati ad assistere a due accalorate sfide di morra; era bello vedere gli sfidanti: una squadra era composta da un biker grosso come un armadio a quattro ante, tutto tatuato e da un ragazzino, l'altra da un distinto signore attempato con un quarantino.
C'era chi faceva rafting sull'Adige. C'erano bimbi che si inseguivano con le cerbottane costruite da loro, come ai nostri tempi con mollette da bucato e canaline di plastica, trottole, yo-yo.
Questa edizione era dedicata in particolare ai giochi svizzeri e gli svizzeri sono svizzeri quindi mentre qui da noi facciamo il gioco dell'oca, loro fanno il gioco della svizzera nella variante geografica e storica: sempre unire l'utile al dilettevole, il bimbo impara le città della svizzera o gli avvenimenti storici tirando i dadi, c'erano edizioni dalla fine dell'800 fino ai giorni nostri
Per ogni gioco proposto erano esposte regole e scopo del gioco e c'era un gruppo di esperti che insegnava a giocare.
Non so cosa mi sono persa ancora in giro, so che ci dovrebbe essere un tocatì ogni domenica, a vedere le facce della gente ieri, sono sicura che vivremmo tutti meglio
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20 settembre 2010
Le papillon sur le rose
Settembre 2010
Ho pazientemente fotografato le mie rose frutto di una eccezionale fioritura settembrina.
Ogni mattina accarezzate, curate, irrorate ed ,alla fine, un ospite, molto gradito che mi ha ''consigliato ''di progettare un video con una musica bellissima.
Dedicato aVoi ,quasi tutte donne,che mi conoscete ed a quelle che sorvolano il piccolo mondo de ''L'estate di Tiffany..tutto l'anno ''.
Un abbraccio grande così !
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5 agosto 2010
In vacanza con le cicale
Dove andiamo ? Dove trascorreremo questa vacanza ?
Strano ,ma l’itinerario, lo si è deciso sul posto di arrivo.
‘’Iniziamo da dove abbiamo concluso quella precedente’’ è stata approvata a maggioranza : in tre.
Dal paradiso,un’isola che è un paradiso,a pochi chilometri c’è un paradiso.
Inaccessibile : le auto normali , se sbarcate dal piccolo ferryboat che fa la spola con il continente, non potrebbero oltrepassare il bagnasciuga pietroso; forse con una jeep o sollevate ed appoggiate sullo stradone.
Silenzio , si raggiunge e si ascolta il silenzio.
Ci si adagia su questo velluto di silenzio, ha il pelo alto questo velluto.
Le cicale, sono loro che ti accolgono, e lentamente, come lento è il tuo arrivo, inizi ad ascoltare il loro frinire.
Le senti un pochino ,poi un po’ di più, poi le ascolti sia a destra che a sinistra entrando in una baia e , dove la terra abbraccia e si congiunge al mare, tantissime, tutte che ti attendono ,e fanno a gara per farsi ascoltare sia di qua che da lì in fondo.
Tutte vogliono accoglierti festanti. Silenzio assordante.
Ma c'è qualcosa che ci osserva !
‘’Profilo d’isolani monti
Che come ginocchia e tibie
Spingono l’estremità
Fra corallini del bagnasciuga.
Amami Sal !’’
Che come ginocchia e tibie
Spingono l’estremità
Fra corallini del bagnasciuga.
Amami Sal !’’
Tutto intorno è verde, solo una fascia , come calzini bianchi, mostra la roccia di granito perennemente accarezzata , delicatamente, giorno e notte, tutto il giorno ,tutto l’anno, sempre.
I sensi sono in prima fila : si scorge, attraverso l’acqua cristallina , il fondo marino di praterie di posidonia ,il profumo intenso di resina dai cipressi misti a macchia,i raggi come rasoiate sulla pelle fuori dalle ombre delle vele ,la fredda frizzante acqua quando t’immergi tuffandoti dalla poppa .
Sono iniziate le vacanze con le cicale.
Sono iniziate le vacanze con le cicale.
‘’M’accosto placido a te
Ma le tue incessanti cicale
Mi rendono crespo il volto.
Argilla amami !’’
Ma le tue incessanti cicale
Mi rendono crespo il volto.
Argilla amami !’’
Dopo l’ormeggio, si poggia piede sul molo, sulla terra ferma, dove non hanno mai circolato auto , dove chissà fra quanto verranno rese agibili queste pietraie.
Perché si pensa subito al mezzo di movimento più usato dall’umanità, perché abbiamo subito bisogno di un mezzo di locomozione a motore ?
Mi rendo subito conto che non è necessario, che tutto si può ottenere ,raggiungere, andando a piedi.
Il tempo, qui il tempo lo senti, lo ascolti,non t’invade, non ti perseguita, non ti assilla.
Ha un suo valore e , finalmente ,lo apprezzi. Da tanto che non succedeva.
Perché si pensa subito al mezzo di movimento più usato dall’umanità, perché abbiamo subito bisogno di un mezzo di locomozione a motore ?
Mi rendo subito conto che non è necessario, che tutto si può ottenere ,raggiungere, andando a piedi.
Il tempo, qui il tempo lo senti, lo ascolti,non t’invade, non ti perseguita, non ti assilla.
Ha un suo valore e , finalmente ,lo apprezzi. Da tanto che non succedeva.
‘’E’ incredibile ! Sono su di un’isola senza auto. Solo vele ,cicale, ,taverne, caprette.
Oggi pasta con le cozze raccolte durante il bagno. Vorrei ci foste voi tutte. Davvero vi penso. Non c’è internet. Saluti a tutte. Bacioni.’’
Oggi pasta con le cozze raccolte durante il bagno. Vorrei ci foste voi tutte. Davvero vi penso. Non c’è internet. Saluti a tutte. Bacioni.’’
Nuotare con maschera e pinne, immergersi sino a sfiorare la prateria di posidonia,vicino a queste piante così preziose, così delicate, così fitte da nascondere stelle marine arancioni, pesci colorati, zebrati, mimetizzati che si allontanano o che ti procedono come eleganti maggiordomi. Corteo di rondinelle che ti avvolgono e che al minimo muoversi della mano esplodono come fuochi d’artificio.
I raggi ti bruciano la pelle, è meglio coprirsi. Tutti a tavola ! Oggi spaghetti con le cozze patelle, lì le chiamano ‘’petalìda’’. Caffè e …silenzio , c’è il concerto pomeridiano delle cicale.
‘’Con pennellate d’intenso blu,
avvolgo le tue perle.
Un si fosco nome
A gioielli bianchi
incastonati nel blu’’
La sera , per la cena, è opportuno trascorrerla in taverna, in quelle più antiche,usate tutto l’anno dai pochi residenti. Molte volte , per il menù , ci si affida al gestore che parla poco l’inglese o l’italiano,ma comprende le nostre richieste.
Se poi queste sono espresse in lingua locale,siete a cavallo, siete già amici : una faccia ,una razza.
Una volta il proprietario-cuoco-servitore, tornò indietro e rivolto a me disse: tu chi sei, come mai parli bene la mia lingua, da dove vieni !?
Una volta il proprietario-cuoco-servitore, tornò indietro e rivolto a me disse: tu chi sei, come mai parli bene la mia lingua, da dove vieni !?
‘’ Simpatica stenella
Che mostri la tua livrea ,
liscia , fosca e snella
traccia la mia rotta
sull ’ itacese mar.
Placida emergi ,sbuffi, scompari
Nel profondo blu. ’’
Che mostri la tua livrea ,
liscia , fosca e snella
traccia la mia rotta
sull ’ itacese mar.
Placida emergi ,sbuffi, scompari
Nel profondo blu. ’’
Il re di quest’isola si sentì rivolgere queste domande ,quando s’accostò al suo palazzo dopo anni di traversie nel mediterraneo, per scorgere chi fossero i pretendenti di Penelope, sua fedele moglie.
‘’Ho studiato la tua lingua, non facile, per visitare la tua terra e per apprezzare quello che tu preparerai ,questa sera, per noi tre navigatori.’’ C’è il menù per i turisti e quello per i locali : questa sera alicette fritte al posto delle patate fritte, salsa all’aglio,il pane con semini di sesamo, calamaro arrosto , inutile aggiungere quasi vivo.
‘’Ho studiato la tua lingua, non facile, per visitare la tua terra e per apprezzare quello che tu preparerai ,questa sera, per noi tre navigatori.’’ C’è il menù per i turisti e quello per i locali : questa sera alicette fritte al posto delle patate fritte, salsa all’aglio,il pane con semini di sesamo, calamaro arrosto , inutile aggiungere quasi vivo.
I giorni passano quasi tutti uguali a parte una visita ad piccolo negozio , un emporio, dove convivono il cotone per l’uncinetto con la valvola del serbatoio, la radio a transistor con la pentola in alluminio.
La scenografia sul mare e sotto il pelo libero dell’acqua è incantevole ad ogni angolo di scoglio.
I colori splendono , sono vivi,intensi . Poi si prepara il pranzo, colorato dai profumi intensi ,vivi, splendidi.
La scenografia sul mare e sotto il pelo libero dell’acqua è incantevole ad ogni angolo di scoglio.
I colori splendono , sono vivi,intensi . Poi si prepara il pranzo, colorato dai profumi intensi ,vivi, splendidi.
Petrosa ! Non comprendevo perché un ’astuto guerriero e re si ostinasse a vivere su quest’isola, petrosa, arida, inospitale.
Forse per non rivelare la presenza di mandrie di pecore al pascolo libero scortate da un montone con l’altezza delle corna ad 175 cm. dal suolo. Oppure da un centinaio di vitelli che tranquilli si scostano al passaggio di due camminatori che stanno affrontando una dura salita ,sudati, impolverati come loro.
Oppure per non rivelare la bellezza della macchia mediterranea modellata dal vento dello Ionio con i profumi sia di mare che di cipressi, ulivi ,querce ed arbusti.
‘’ Argilla….
Ti affido i tuoi naviganti
Che per giorni ho cullato.
Sal….
Li scorgo , son vicini…
Hanno un segno sul volto
Sul cor, sull’anima !
Di gioia !’’
Inesorabile il calendario ci avvisa che la via del ritorno deve essere intrapresa ,con un margine di un giorno d’anticipo, in caso di vento avverso ,mare agitato. Il silenzio comanda la barca interrotto solo dal beccheggio con spruzzi fino in coperta così da assaggiare gocce di salsedine sul contorno della bocca. Appena ormeggiati un bicchiere di vino locale al sapore di resina accompagnato da tarallucci rimette le cose a posto.
‘’ La brezza marina accostò la creatura nei pressi di uno scoglio bianco e piatto.
Forti braccia depositarono la sirena sul granito ed i boccoli neri , liberarono l’acqua dell’insonne notte.
Ed attese , paziente il risveglio.
Argilla vegliava su di lei. ‘’
Forti braccia depositarono la sirena sul granito ed i boccoli neri , liberarono l’acqua dell’insonne notte.
Ed attese , paziente il risveglio.
Argilla vegliava su di lei. ‘’
Siamo pronti per la sera in taverna nei locali, con gli anziani dai capelli e baffi bianchi, con le simpatiche signore vestite di nero ,per scambiare qualche parola con loro, di calcio, di politica, di economia, di cucina.
‘’Ma tu chi sei ,come mai parli bene la nostra lingua,da dove vieni !?’’
‘’Vengo a trascorrere le vacanze con le cicale’’.
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8 giugno 2010
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