5 agosto 2010

In vacanza con le cicale

Ci siam posti subito una domanda:
Dove andiamo ? Dove trascorreremo questa vacanza ?
Strano ,ma l’itinerario, lo si è deciso sul posto di arrivo.
‘’Iniziamo da dove abbiamo concluso quella precedente’’ è stata approvata a maggioranza : in tre.
Dal paradiso,un’isola che è un paradiso,a pochi chilometri c’è un paradiso.



Per raggiungerla abbiamo atteso il varo della barca a vela.










Alle prime luci del mattino si traccia la rotta davanti alle tazze del caffè, si calcola il tempo necessario e le varianti possibili in caso di vento e mare avverso e poi via nel blu, la barca traccia una lunga scia bianca che si dissolve lentamente ,senza vento,solo il silenzio del mare che si arrotola sulla prua.





Inaccessibile : le auto normali , se sbarcate dal piccolo ferryboat che fa la spola con il continente, non potrebbero oltrepassare il bagnasciuga pietroso; forse con una jeep o sollevate ed appoggiate sullo stradone.
Silenzio , si raggiunge e si ascolta il silenzio.
Ci si adagia su questo velluto di silenzio, ha il pelo alto questo velluto.
Le cicale, sono loro che ti accolgono, e lentamente, come lento è il tuo arrivo, inizi ad ascoltare il loro frinire.
Le senti un pochino ,poi un po’ di più, poi le ascolti sia a destra che a sinistra entrando in una baia e , dove la terra abbraccia e si congiunge al mare, tantissime, tutte che ti attendono ,e fanno a gara per farsi ascoltare sia di qua che da lì in fondo.

Tutte vogliono accoglierti festanti. Silenzio assordante.


Ma c'è qualcosa che ci osserva !



‘’Profilo d’isolani monti
Che come ginocchia e tibie
Spingono l’estremità
Fra corallini del bagnasciuga.
Amami Sal !’’







Tutto intorno è verde, solo una fascia , come calzini bianchi, mostra la roccia di granito perennemente accarezzata , delicatamente, giorno e notte, tutto il giorno ,tutto l’anno, sempre.

I sensi sono in prima fila : si scorge, attraverso l’acqua cristallina , il fondo marino di praterie di posidonia ,il profumo intenso di resina dai cipressi misti a macchia,i raggi come rasoiate sulla pelle fuori dalle ombre delle vele ,la fredda frizzante acqua quando t’immergi tuffandoti dalla poppa .
Sono iniziate le vacanze con le cicale.



‘’M’accosto placido a te
Ma le tue incessanti cicale
Mi rendono crespo il volto.
Argilla amami !’’






Dopo l’ormeggio, si poggia piede sul molo, sulla terra ferma, dove non hanno mai circolato auto , dove chissà fra quanto verranno rese agibili queste pietraie.
Perché si pensa subito al mezzo di movimento più usato dall’umanità, perché abbiamo subito bisogno di un mezzo di locomozione a motore ?
Mi rendo subito conto che non è necessario, che tutto si può ottenere ,raggiungere, andando a piedi.
Il tempo, qui il tempo lo senti, lo ascolti,non t’invade, non ti perseguita, non ti assilla.
Ha un suo valore e , finalmente ,lo apprezzi. Da tanto che non succedeva.
‘’E’ incredibile ! Sono su di un’isola senza auto. Solo vele ,cicale, ,taverne, caprette.
Oggi pasta con le cozze raccolte durante il bagno. Vorrei ci foste voi tutte. Davvero vi penso. Non c’è internet. Saluti a tutte. Bacioni.’’


Nuotare con maschera e pinne, immergersi sino a sfiorare la prateria di posidonia,vicino a queste piante così preziose, così delicate, così fitte da nascondere stelle marine arancioni, pesci colorati, zebrati, mimetizzati che si allontanano o che ti procedono come eleganti maggiordomi. Corteo di rondinelle che ti avvolgono e che al minimo muoversi della mano esplodono come fuochi d’artificio.
I raggi ti bruciano la pelle, è meglio coprirsi. Tutti a tavola ! Oggi spaghetti con le cozze patelle, lì le chiamano ‘’petalìda’’. Caffè e …silenzio , c’è il concerto pomeridiano delle cicale.


‘’Con pennellate d’intenso blu,
avvolgo le tue perle.
Un si fosco nome
A gioielli bianchi
incastonati nel blu’’







La sera , per la cena, è opportuno trascorrerla in taverna, in quelle più antiche,usate tutto l’anno dai pochi residenti. Molte volte , per il menù , ci si affida al gestore che parla poco l’inglese o l’italiano,ma comprende le nostre richieste.
Se poi queste sono espresse in lingua locale,siete a cavallo, siete già amici : una faccia ,una razza.
Una volta il proprietario-cuoco-servitore, tornò indietro e rivolto a me disse: tu chi sei, come mai parli bene la mia lingua, da dove vieni !?


‘’ Simpatica stenella
Che mostri la tua livrea ,
liscia , fosca e snella
traccia la mia rotta
sull ’ itacese mar.
Placida emergi ,sbuffi, scompari
Nel profondo blu. ’’

Il re di quest’isola si sentì rivolgere queste domande ,quando s’accostò al suo palazzo dopo anni di traversie nel mediterraneo, per scorgere chi fossero i pretendenti di Penelope, sua fedele moglie.
‘’Ho studiato la tua lingua, non facile, per visitare la tua terra e per apprezzare quello che tu preparerai ,questa sera, per noi tre navigatori.’’ C’è il menù per i turisti e quello per i locali : questa sera alicette fritte al posto delle patate fritte, salsa all’aglio,il pane con semini di sesamo, calamaro arrosto , inutile aggiungere quasi vivo.

I giorni passano quasi tutti uguali a parte una visita ad piccolo negozio , un emporio, dove convivono il cotone per l’uncinetto con la valvola del serbatoio, la radio a transistor con la pentola in alluminio.
La scenografia sul mare e sotto il pelo libero dell’acqua è incantevole ad ogni angolo di scoglio.
I colori splendono , sono vivi,intensi . Poi si prepara il pranzo, colorato dai profumi intensi ,vivi, splendidi.

Le cicale sono sempre in viaggio con noi, in vacanza con noi ,durante il rito del caffè e del riposino pomeridiano. Intanto il sole è in vena di straordinari e lavora anche dopo le venti.
Petrosa ! Non comprendevo perché un ’astuto guerriero e re si ostinasse a vivere su quest’isola, petrosa, arida, inospitale.
Forse per non rivelare la presenza di mandrie di pecore al pascolo libero scortate da un montone con l’altezza delle corna ad 175 cm. dal suolo. Oppure da un centinaio di vitelli che tranquilli si scostano al passaggio di due camminatori che stanno affrontando una dura salita ,sudati, impolverati come loro.
Oppure per non rivelare la bellezza della macchia mediterranea modellata dal vento dello Ionio con i profumi sia di mare che di cipressi, ulivi ,querce ed arbusti.




‘’ Argilla….
Ti affido i tuoi naviganti
Che per giorni ho cullato.


Sal….
Li scorgo , son vicini…
Hanno un segno sul volto
Sul cor, sull’anima !
Di gioia !’’


Inesorabile il calendario ci avvisa che la via del ritorno deve essere intrapresa ,con un margine di un giorno d’anticipo, in caso di vento avverso ,mare agitato. Il silenzio comanda la barca interrotto solo dal beccheggio con spruzzi fino in coperta così da assaggiare gocce di salsedine sul contorno della bocca. Appena ormeggiati un bicchiere di vino locale al sapore di resina accompagnato da tarallucci rimette le cose a posto.


‘’ La brezza marina accostò la creatura nei pressi di uno scoglio bianco e piatto.
Forti braccia depositarono la sirena sul granito ed i boccoli neri , liberarono l’acqua dell’insonne notte.
Ed attese , paziente il risveglio.
Argilla vegliava su di lei. ‘’

Siamo pronti per la sera in taverna nei locali, con gli anziani dai capelli e baffi bianchi, con le simpatiche signore vestite di nero ,per scambiare qualche parola con loro, di calcio, di politica, di economia, di cucina.

‘’Ma tu chi sei ,come mai parli bene la nostra lingua,da dove vieni !?’’
‘’Vengo a trascorrere le vacanze con le cicale’’.

12 commenti:

Gloria ha detto...

Ma davvero avete navigato con quella bellissima barca? ma sei un vero lupo di mare!!!
che posti stupendi, leggendo il tuo racconto ho sentito anch'io le cicale, il profumo del pesce, il sole che mi scaldava.
To, che invidia però, navigare così come se niente fosse!! complimenti a capitan Tonino

alessandra ha detto...

E bravo Tonino, un post bellissimo, anche a me è sembrato di essere lì ad assaporare quella vita semplice dai ritmi lenti e antichi, quei profumi, quei colori, quei suoni...ho da sempre un grandissimo desiderio (finora inappagato) di calpestare il suolo greco, il continente e le sue isole, è dai tempi del liceo che vorrei tanto fare questo viaggio, da quando ho cominciato a studiare ed amare quest'antica cultura! Ogni tanto mi viene anche l'idea balzana di rimettermi a studiare un pò il greco antico, sarà uno dei progetti che magari non porterò mai a termine come il famoso corso di chitarra, ma non si sa mai...
Quindi Tonino tu parli anche il greco moderno...che bello!
Itaca....e che meraviglia arrivarci a vela come ha fatto Ulisse, viaggiare in barca a vela è il modo migliore di vivere il mare, il solo che ti permetta di sentire il rumore del vento, di sentirti parte della natura..

claudia ha detto...

Wow Tonino!
Mi hai fatto imbarcare, sentire il profumo del mare e il sapore della buona tavola, accarezzare dalla brezza e fare un bel tuffo ristoratore.
E non sai quanto ti ringrazio, visto che fino a domani mattina sarò ancora in ufficio, affogata dalle carte (ma perché il pre-ferie é sempre il periodo più incasinato?) a sognare la mia bella terra

oriana ha detto...

Grande Tonino. Grandissimo!
Hai saputo trasmetterci la magia di quei luoghi. I suoni, i profumi, perfino i sapori. Grazie, e soprattutto grazie perchè so che davvero ci portavi nel cuore

amanda ha detto...

com'è bella la Grecia raccontata con gli occhi di un uomo che ne è innamorato, gli innamorati colgono i particolari che ad un fugace osservatore passano inosservati

maria grazia ha detto...

Grazie Tonino, che bel post, siamo state in vacanza con te, la Grecia si conferma sempre magnifica.

@Ale su dai, la Grecia non è lontana, ma non studiare il greco antico, non serve per nulla, eppoi i greci, come ha i scritto Tonino ci considerano parte della stessa razza "una razza una fazza" sono molto ospitali e cercano di capirci, e in ogni caso, guarda che alla fine non è difficile il greco

alessandra ha detto...

@MG
No, ma il greco antico lo volevo ristudiare perchè al liceo mi piaceva molto e l'ho quasi completamente dimenticato e mi dispiace...il greco moderno è tutt'altra cosa, però ecco mi piacerebbe rimpadronirmi un pò del greco antico così, per passione..
In realtà volevo andare quest'estate in Grecia, ma non mi sono riuscita ad organizzare, soprattutto nessuno vuole andare in Grecia ad agosto, troppo caldo e folla, e purtroppo a me le ferie le fanno prendere sempre ad agosto...
Anche Tonino mi ha detto che i mesi ideali per la Grecia sono maggio, giugno, luglio e poi settembre.

Marilina ha detto...

Grazie tante, caro Tonino, dove si prenota per il prossimo anno?

Anch'io sento che ci hai portati con te nel tuo cuore, ed è bellissimo.

Sono posti che non conosco, ma emozioni che ho presente.

Buone vacanze a tutti, a chi è ancora sul fronte, a chi è a casa o in giro, a chiunque ovunque andrà.
E portiamoci nel cuore, quanti posti vedremo!!

franzblog2 ha detto...

Caro Tonino,
come mio costume arrivo in ritardo, forse per ultimo, nella lettura e nel commento di questo post; ciò non mi priva tuttavia delle straordinarie emozioni e della meraviglia che sei riuscito a comunicare.
Proprio tutti i cinque sensi, nella fantasia, e senza sforzo, ne sono invasi.
Quello che più a me emoziona è tuttavia l'udito, nell'ascolto dell'ipnotico, incessante verso delle cicale, che ha qualcosa di sovrumano.

Vacanza per pochi intenditori, complimenti, sai proprio stare al mondo e prenderne il meglio.

Il mio rapporto con la vacanza è molto cambiato negli ultimi anni; ne sento molto meno l'esigenza ed ho constatato quanto, nella concezione comune, la vacanza sia in fondo un'invenzione del nostro modello consumistico della vita.
Ma pagine come questa aggiungono pezzi di verità tendenzialmente opposti a quella constatazione.

Grazie ancora, amico.
Franz

Tonino ha detto...

Caro amico Franz
contavo di darti un segno ,dopo aver letto i tuoi gradimenti al tipo di vacanza, alla mia vacanza, al ''come'' io le trascorro.
Il tuo lavoro , il mio, ( non credo che tu conosci, fammelo sapere ), quello delle amiche che ,felicemante, leggono e scrivono in questo spazio, condizionano il modo ed il periodo delle vacanze.
Una invenzione della società : Cesare Augusto instituì le ferie d'agosto per alleviare il lavoro svolto da schiavi e plebei, sotto un sole cocente, ben più potente di quello attuale.
Scegliere il periodo, avere l'onore di far parte di un equipaggio composto da il comandante-proprietario della barca e della principessa ,nella persona di mia figlia ,ed io, misero aiuto mozzo in prova al posto del sostituto, è solo fortuna.Essere stato scelto come mozzo ,al posto di altri, questo è merito di qualche misera nozione di vela acquisita negl'anni.
Trascorrere una vacanza simile si può anche senza barca, anche senza questo affascinante mezzo silenzioso e discreto.
Si possono raggiungere luoghi simili anche con una moto, a piedi o con una bici.
Io , in occasione del mio cinquantino, ci sono stato in bici , con tendina sul portapacchi ed un costume da bagno.
Poi tanta forza ,coraggio, allenamento, attitudine.
Il periodo ?
Sempre fra il 15 giugno ed il 15 di luglio. Poi.. poi arrivano i nostri connazionali, i nostri cugini d'oltralpe, i polacchi, gli ungheresi con i loro mezzi da sbarco , con le sgasate a pochi metri dalle posidonie, dalle attinie, dai ricci,dalle cicale.
Arrivano annuciati dal rombo del motore marino, dalle imprecazioni delle mogli con i capelli in disordine, dai litigi con i compagni di vacanze, con bambini discendenti dagl'Unni.
Arrivano i charter, flotte di barche a vela affittate da gruppi provenienti da tutto il mondo, gestite da skipper che indirizzano, consigliano,danno ordini,ridete, basta, dormite, presto è l'alba si parte.Salpano le ancore e con loro un pezzo di posidonia che viene estirpata ed il fondo graffiato.
Basta ! Fatemi scendere !Lasciatemi su quello scoglio, anche lì dove friniscono le cicale non tornate e se doveste, in silenzio please.
Ciao Franz, a presto con ''in vacanza con le cicale''2° parte.

franzblog2 ha detto...

Certo, carissimo, credo sia fuori discussione che al termine 'vacanze' siano associati quadri decisamente diversi e contrastanti fra loro.
Come ti accennavo, per lunghissimi anni ho considerato la vacanza un bene insostituibile, mentre da poco tempo la mia prospettiva è molto cambiata.
Ma se l'idea di intruppamenti chiassosi e devastanti non fa che confermare la mia nuova idea ed acquisizione mentale della vacanza come lusso e come spreco, testimonianze intense come questa tua tendono invece a rimettere tutto in discussione...

Attendo la seconda parte.
Ciao, a presto e un abbraccio.
Franz

p.s.: avevo già sbirciato, nel tuo profilo su blogspot, la tua attività di "Tecn. rad. TC"; ...e poi ricordavo il tuo bellissimo proposito (o quasi) di collaborare con un ospedale di Emergency.

Ariciao.

chiara ha detto...

Bellissima vacanza... come ti ho detto prima della partenza ti invidio molto, davvero, tua figlia è davvero fortunata. Complimenti per le foto.