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19 dicembre 2010

'' VOLGI LO SGUARDO ''

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Volgi lo sguardo

Volgi lo sguardo
Immergi reti nel mare tutto blu
In acque pescose di miti remoti
Torni stanco e felice su rotta di casa.



Volgi lo sguardo
Spuntano occhi scleriti dal nero orizzonte.
Simili a stelle di galassia infernale
Spremi il motore, stringi il tabacco e rotta sul porto.



Volgi lo sguardo
Ritagli ricette, tagliuzzi biglietti
Sistemi pastori e magi reali
Disegni e decori su dolci di festa.



Volgi lo sguardo
Sbarrate le imposte le strade e le scuole
L’ irritate narici da nauseabondi odori
‘’In alto le mani ‘’ da facce di gesso.



Volgi lo sguardo
Lucine brillanti s’inseguono felici
Sfarzosi fiocchetti su rami d’abete
Collane e pendenti per regali opulenti .



Volgi lo sguardo
Candele e cartoni, in nero saccone
Nel freddo mattino scorgi per primo
Divina luce e duemila speranze.

TonDel ‘10


‘’ Alle soglie del nuovo anno siam vicini alla grande festa..’
Iniziava così ‘’Gioite’’ il mio augurio in versi e musica
dello scorso anno.
Per rinnovarVi gli auguri ,vi propongo una mia poesia scritta fra il 7 ed il 10 novembre 2010.
‘’Volgi lo sguardo’’ ha partecipato ad un simpatico concorso fra dilettanti e professionisti,
E’ stata letta e votata,ma non importa se non ha vinto o non ha avuto menzioni speciali.
Il mio intento era quello di essere al pari di altre al nastro di partenza .
La dedico a tutti i Tiffanyani, a coloro che commentano, ai sorvolatori.
Un saluto ed un augurio particolare
,permettetemi, ai nuovi amici , Franz, Milvia, Silvana e Margaret, i primi tre conosciuti di persona, ed a Sara che, come me, condivide la passione per le rose ed altro.
A Margaret che ospita la mia poesia nella sua ‘’casa’’ e di questo la ringrazio molto.
La dedico anche a chi trascorrerà le festività in solitudine, a chi ha avuto recenti dispiaceri, a chi non ha potuto intraprendere il solito viaggio, a chi ha paura dell’aereo,alla cuoca , alla ricamatrice, ai pendolari, agl’amanti degl’animali, ai podisti pensatori,ai commercialisti,ai nuovi papà,
La dedico a chi vorrebbe osservare il mare frangersi fra gli scogli , all’alba, prima della nuova alba del nuovo anno.
Auguri a tutti.
T.



http://lalettrice.splinder.com/

http://rossiorizzonti.splinder.com/

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http://silvanascricci.wordpress.com/

http://noidelteatro.blogspot.com/

2 dicembre 2010

Guardare nella stessa direzione

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Oggi ho sentito solo la seconda parte della trasmissione di John, quindi non so come abbia parlato di Herbert Pagani, ma so che ha detto che spera che qualcun altro lo ricordi, quindi accolgo volentieri la sua richiesta. Non so quanti di voi conoscono la sua musica. Herbert Pagani per me è soprattutto albergo ad ore e questo pezzo mi commuoveva allora, come oggi ogni volta che lo ascolto. Ma è anche la stupidotta "cin cin con gli occhiali" che fu regalata a mia sorella che doveva sopportare, da bambina, degli occhiali stile Gino Paoli prima maniera, perchè allora gli occhiali leggeri e colorati per i bambini non esistevano. Ed è sicuramente "l'amicizia" o il testo di "teorema" di Marco Ferradini. Herbert Pagani che era nato a Tripoli da una famiglia ebrea, era cresciuto tra la Germania e la Francia, oltre che cantante era poeta, attore, scultore, pittore e uomo impegnato in politica e nel sociale.

Se n'è andato nell'88 a 44 anni strocato da una leucemia

14 ottobre 2010

Una perla luminosa

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Cielo del nord

"Non ho mai provato una così folle magia,
non ho mai visto lune, capito il senso del mare,
non ho mai accarezzato un'emozione nel palmo della mia mano
o sentito dolci brezze in cima agli alberi,
ma ora sei qui,
rischiara il mio cielo del Nord.

E' così tanto che sto aspettando,
così tanto che sono sfinito,
così tanto che sto vagando
tra la gente che ho conosciuto,
oh se tu volessi o potessi
indirizzare la mia nuova visione interiore.

Mi amerai per i miei soldi?
Mi amerai per la mia mente?
Mi amerai lungo l'inverno?
Mi amerai fino alla morte?
Oh, se tu potessi e volessi
soffiare forte il tuo richiamo.

Non ho mai provato una così folle magia,
non ho mai visto lune, capito il senso del mare,
non ho mai accarezzato un'emozione nel palmo della mia mano,
o sentito dolci brezze in cima agli alberi,
ma ora sei qui,
rischiara il mio cielo del Nord."

Stamattina vi regalo un risveglio poetico in musica dei più belli; uscita dal mio periodo Guccini sono entrata da un paio di giorni in un bellissimo e intenso periodo musicale, quello Nick Drake. Ho scoperto anni fa per caso la bellezza e la magia che si sprigionano dalla musica di questo cantautore inglese. La raffinatezza e l'originalità della sue melodie, la dolcezza della sua voce e la poesia struggente dei suoi testi creano un'atmosfera irripetibile, ti trasportano in una dimensione di sogno, di malinconia lunare. Io ad esempio, quando ho quel magone dentro, quel groppo alla gola che non va nè su nè giù e non riesco a piangere, ascolto "Northern Sky" e mi sciolgo subito in un pianto liberatorio. Il video di questa canzone, che ho allegato, è tratto da un documentario dedicato alla breve vita di Nick Drake, animo sensibile, schivo, riservato, morto a soli 26 anni, consumato forse proprio da questo suo essere e sentire la vita senza pelle, senza difese.
Oltre la stupenda "Northern sky" volevo farvi ascoltare anche "Riverman", altra perla, in questo video la canzone è accompagnata da immagini tratte da "Il cielo sopra berlino", poesia su poesia.....