16 marzo 2010

If




Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
la perdono, e se la perdono con te.
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi.
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono
e ad evitare di fare discorsi troppo saggi.
Se sai sognare, ma dai sogni sai non farti dominare.
Se sai pensare, ma dai pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Sconfitta- quando ti capitano davanti.
Se sai resistere ad ascoltare la verità che hai detto
dai farabutti travisata per ingannare gli stolti.
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
le cose per cui hai dato la vita, ormai infrante.
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un sol mucchio
e te lo giochi, d'azzardo, un'altra volta,
e se perdi, sai ricominciare
senza dire una parola di sconfitta.
Se sai forzare cuore, nervi e tendini
dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
a tener duro, quando in te nient'altro
esiste, tranne il comando della Volontà.

Se sai parlare alle folle senza sentirti un re,
o intrattenere i re parlando francamente.
Se nè amici, nè nemici riescono a ferirti,
pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno.
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
dando valore ad ogni istante della vita,
il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
ed, ancor più, ragazzo mio, sei Uomo

Rudyard Kipling


Dopo aver letto il Buongiorno del Gram di questa mattina, mi sono tornati in mente i versi di Kipling, un'altra adolescenza DEVE essere possibile, perchè un'altra società DEVE essere possibile

20 commenti:

alessandra ha detto...

L'ho letto anch'io il buongiorno di Gramellini, che dire è sconsolante, non è la prima volta che leggo storie di adolescenti che si buttano via per guadagnare soldi per comprare la maglia griffata, eppure ogni volta che succede rimango allibita. Si può barattare la preziosità e la sacralità del proprio corpo con una maglietta, può quello che si indossa essere più importante del rispetto per se stessi?
Io non so cosa abbia potuto causare questo capovolgimento nei valori degli ultimi anni, o meglio in parte lo so, la televisione e anche il cambiamento degli equilibri familiari hanno la loro responsabilità. Proprio a Londra parlavo con mia cugina che insegna ormai da più di ventanni, anche lei mi diceva che negli ultimi 10 anni i ragazzi sono cambiati tantissimo, sono distratti, più tristi, aggressivi, più cinici e ossessionati dal sesso..ed è un discorso che riguarda trasversalemnte tutta l'italia. Ovviamente non sono tutti così, ma da quello che sento le eccezioni sono sempre più rare.
In una sua amaca Michele Serra diceva che non c'è niente di più triste per un giovane di un futuro che si presenta uguale al presente, dell'impossibilità di sognare un futuro migliore.

Anna S ha detto...

Non commento il Gram perché ho sempre la sensazione di sporcarne l'efficacia.

Però consentitemi un commento a Kipling: se riesci ad essere tutto questo non sei un Uomo, sei Dio, o un dio.
Va bene, è l'idea limite, un dover essere, un modello assolutamente astratto cui è doveroso ispirarsi e già riuscire, una volta nella vita, ad adempiere a una di queste sacrosante esortazioni, sarebbe, almeno per me, un enorme successo.

Se dovessi regalare un messaggio a un adolescente, oggi, forse cercherei qualcosa di simile a quel che scrisse il buon Martin Luther King: siate il meglio di qualunque cosa siate... concedendovi la possibilità, anzi la necessità, di sbagliare, di cadere sapendo che, una volta toccato il fondo, le scelte sono due e due sole: o si rimane lì, o si risale. In genere si sceglie la seconda.

Certo che a noi poteva bastare una poesia, perché si inseriva in un contesto molto più solido. Oggi che cosa lascerebbe una poesia alla protagonista dell'episodio esposto da Gramellini?

claudia ha detto...

Buongiorno a tutti!
Intervengo per due cose.
La prima é che anche io ho letto Gramellini e anche io resto sempre sorpresa e attonita davanti a situazioni di questo tipo...
Non so cosa possa passare nella mente di una persona che, appunto, non ha nessun tipo di rispetto per se stessa.
Bellissima la frase di Martin Luther King, Anna. Veramente bella. ssere il meglio di ciò che si é......

Altra cosa:
vi riporto i ringraziamenti di Mavi per gli auguri di compleanno che le abbiamo fatto qui sul blogghino "perchè
sono stati davvero speciali..non me l'aspettavo"
Saluta Amanda e tutti noi

Anna S ha detto...

@Claudia, grazie!
Se hai occasione di intercettare (uso volutamente questo verbo perché è talmente fugace la fanciulla) ancora Mavi, salutala tanto!

Antonio ha detto...

oh Claudia grazie mille per aver condiviso con noi il messaggio di Mavi

amanda ha detto...

scusate Antonio è il mio papà ha scritto una mail con il mio computer ed è rimasto il suo account

claudia ha detto...

@Anna, ho già ricambiato i saluti.
Non so se e quando avrò ancora modo di intercettare la fugace fanciulla.
Proprio per non essere invadente aspetto che sia eventualmente lei ad intercettare me. Con mia grande sorpresa :-)

maria grazia ha detto...

Purtroppo la storia esposta da Gramellini oggi è la replica di una già raccontata dalle Iene in una loro inchiesta. Nelle scuole italiane le ragazze si abbassano a fare prestazioni sessuali a pagamento ai compagni di scuola perchè desiderano comperarsi in genere articoli di abbigliamento che i genitori non gli comprano, una t-shir, una cintura griffata, un paio di jeans.
Quello che pero' mi sconvolge è che i genitori non si accorgano di nulla, anche questa mamma ha scoperto la busta con i soldi e allora le si sono aperti gli occhi.
Ora non posso pensare che la figlia continuasse a comportarsi sempre nello stesso modo.
Molte volte i professori a scuola si accorgono dei cambiamenti che avvengono nei ragazzi e i genitori no.
La scusante per i genitori in questi casi è che hanno troppo da fare: la casa, il lavoro e allora i figli passano in second'ordine, ma io credo che non sia obbligatorio mettere al mondo dei figli, o lo si fa coscienti che sarà una impresa non facile o si lascia perdere, i figli non sono piante.
Mia cugina che insegna in un istituto tecnico a Udine, e molte volte le è capitato di aprire gli occhi ai genitori, che non vedono i figli, si è così ,vivono con loro ma non li vedono, non li ascoltano, non sanno nulla di loro è questo, non so voi, ma mi riempie di una tristezza infinita.

maria grazia ha detto...

@Claudia, grazie per i saluti di Mavi!

oriana ha detto...

Ho 2 figli, un maschio e una femmina, mi guardo indietro e ripenso a quante ansie, quante paure ho vissuto. Capire senza chiedere, perchè altrimenti si è invadenti, interpretare un atteggiamento, intercettare un'ombra nello sguardo. Insegnarli i valori, il rispetto ma non sai se hanno capito pienamente perchè i modelli intorno a noi sono altri, sono più allettanti. Ora sono grandi sono veramente bravi ragazzi ed io mi dico si, ce l'ho fatta! No, sono solo stata fortunata!

Gloria ha detto...

Oggi è difficile essere adolescenti : ti ritrovi in un mondo dove sei costretto a correre : mai rimanere indietro, mai farsi prendere. vivi di fretta, senza pensare. i ragazzi perdono di vista così le cose buone della vita. oggi al tg hanno parlato di una quattordicenne che di sera lavorava in un locale di lap dance per 20 euro a sera. alla madre diceva di andare a casa di un'amica. quando avevo 14 anni il pensiero di dover guadagnare non mi sfiorava ancora. sapevo che un giorno sarei andata a lavorare ma per le mie piccole spese bastava la paghetta mensile della nonna. quando finivo i soldi aspettavo che venisse di nuovo giorno di paghetta. ora è diverso : piccoli manager crescono. ragazzini che si costruiscono un'immagine e la sanno vendere. ragazzini arroganti e rissosi pronti a tutti pur di ottenere ciò che vogliono. non è giusto generalizzare non tutti sono così squali, però una buona parte si ed è proprio un peccato

ps Claudia, grazie per il messaggio di Mavi, salutacela tanto!

alessandra ha detto...

@Claudia
Salutaci Mavi e grazie!

Anna S ha detto...

@oriana, non è questione di fortuna, è merito tuo.

@MG, concordo in toto. Anche mia sorella insegna in un liceo e la storia è spesso questa: i genitori non vedono i figli, non si rendono conto delle loro esistenze.

E' anche vero, però, che io parlo parlo ma di figli non ne ho e non so se sarei in grado di essere un buon genitore, oggi come oggi. E' un mestiere molto molto difficile e l'adolescenza è comunque un periodo terribilmente complicato, per tutti, genitori e figli.

@Gloria, anche per me era così. Se non arrivava la paghetta e desideravo chissà che (leggasi un cd, o si trattava di accordare il pianoforte) d'estate mi organizzavo per un lavoretto qualsiasi: un anno ho anche raccolto le patate e lavorato in una confezione. In quell'occasione ho capito che avrei continuato a studiare e allontanato il più possibile l'ingresso nel mondo del lavoro!!

E come me i miei coetanei: una cara amica, ricordo, figlia di una sarta che lavorava per un negozio di abiti da sposa (splendidi), desiderava avere chissà quale guardaroba. Questo desiderio così impellente è durato la bellezza di un anno. Poi è passato in secondo piano perché, a quell'età, funziona così. Oggi, invece, se vuoi una cosa, quale che sia, la devi ottenere.

Anch'io avevo la passione per le Superga (ce l'ho ancora) ma il primo paio, grazie alla mia mamma no global ante Naomi Klein, è arrivato a Università inoltrata, coi soldi delle ripetizioni.

Uh madonna quanto ho ciarlato.
Vado a lavorare, pant...

maria grazia ha detto...

@Anna hai pienamente ragione.
Anche io se desideravo tanto una cosa e non potevo averla, mi facevo passare la voglia, adesso invece si devono soddisfare a tutti i costi i desideri.
Questa necessità di soddisfare i desideri, che se non esaudita porta poi disagio, malessere, possibile che non si accettino i no? le negazioni, sconfitte, rifiuti?
La vita non puo' essere tutta rose e fiori, si deve essere in grado di sopportare le difficoltà, di accettare i rifuti, insomma di crescere, no?

Tonino ha detto...

Se, Se, Se ,.....
Condizionale !
Esasperiamolo questo condizionale !
Alla fine dobbiamo affidarci alla fortuna.
Tanti alberi ,tanti ''se''.
Se la freccia scoccata da un arco riuscisse a superare la foresta di ''se'', colpirebbe il bersaglio.
Può succedere,ma ,oggi, quella foresta è molto fitta.
Ci vorrebbe fortuna.
Seguire una figlia di 15 anni,oggi,è come inseguirla in questa foresta.
Puoi correre , intravederla, per un attimo non scorgerla più. poi scoprirla più in là.
Non è semplice e la società non ti aiuta, è sorda , cieca al bisogno,distratta, ed in continua corsa.
Fortuna . La fortuna mi assiste .
Sono contento ,ma sono sempre in guardia,attento con le redini lasche ,ma sensibili.
Per ottenere devi dare, devi cedere qualcosa, qualche ora del tuo tempo, del tuo sonno, del tuo denaro, del tuo relax,se ce ne fosse.
Ecco altri ''se''.

alle ha detto...

Non posso che concordare, ahimè, su ciò che avete scritto:
i giovani in crescita sembrano essere immuni dai valori più sacrosanti la cui conoscenza e il cui rispetto sono indispensabili per avere a che fare con se stessi e con gli altri.
Temo però che la fetta più grande di responsabilità ricada sugli adulti, i genitori di oggi spesso non hanno la schiena dritta, già la mia generazione (i quarantenni di oggi per intenderci) nel diventare genitore ha dimostrato spesso scarse capacità educative, nonostante i maggiori mezzi pedagogici a disposizione. Forse perchè abbiamo continuato a sentirci eterni bambini. Chi è venuto dopo ha aggiunto, probabilmente, anche il fatto di essere cresciuto più viziato.
E' chiaro che sto generalizzando, ci sono per fortuna anche tanti esempi positivi che si rifanno a famiglie splendide, assolutamente da ammirare.
Anche le famiglie allargate o divise hanno fatto la loro parte. Se un adulto è in crisi per un matrimonio finito, è un essere debole, un faro con la luce spenta. Magari lo è nell'età più delicata dei propri figli. Non è una colpa, sia ben chiaro. E' un dato di fatto.
Io non ho figli, ma mi sento responsabile per i miei nipoti e sono consapevole che devo fare la mia parte nel loro cammino educativo. La scala che porta ad esempio il Gram, con i suoi gradini da salire uno alla volta credo che sia un esempio formidabile. Tanto è semplice.
Una volta ho assistito alla conversazione tra due madri, ciascuna di tre figli. La prima, moglie di piccolo imprenditore con azienda chiusa per la crisi dilagante, lamentava il fatto che avrebbe dovuto far capire ai suoi figli (età dai 13 ai 4 anni) che non era più in grado di garantire loro tutte le cose fin lì permesse.
L'altra madre, figli della stessa età, lavoro dipendente, ribatte che se in casa c'è da mangiare tre volte al giorno nessuno deve lamentarsi.
Se ad un bambino neghi un desiderio materiale, ma lo coccoli in un caldo abbraccio e giochi con lui e ti prendi cura di lui, lo fai sentire importante, da grande non si ricorderà del no ricevuto ma di tutto il resto si.

Tonino ha detto...

Che strano !
''Andare a ..canestro'' ,argomento simile e sovrapponibile, non ottenne tanto successo, anzi.
Fortuna .
Bisogna essere al posto giusto al momento giusto.

michi ha detto...

Ho stampato la poesia e l'ho attaccata senza dir nulla in camera dei miei ragazzi... aspetto i loro commenti.
Comunque la nuova generazione ha un vuoto intorno che fa paura. Bah!

michi ha detto...

Scusate, intervengo di nuovo essendomi soffermata nuovamente a leggere i vostri commenti.
Se penso alla mia famiglia di origine condivido con voi l'esperienza che ci voglia una gran fortuna; sono convinta di esser capitata lì per sbaglio.
Se penso ai miei figli, dico che ci vuole un lavoro arduo, continuo, meticoloso e...anche una gran fortuna!

Anna S ha detto...

@michi, ma prendetevi ogni tanto anche quel che vi spetta; se i vostri figli son cresciuti o stan crescendo bene, accidenti, non è fortuna, dai, è merito vostro!