27 settembre 2010

La passione di Mazzacurati




Sabato pomeriggio, invogliata dalla visione la sera prima del gran bel film "La giusta distanza" in televisione e anche spinta dal tempo piovoso che invitava a rintanarsi al chiuso, sono andata al cinema a vedere l'ultimo film di Carlo Mazzacurati. Ho amato molto questo regista sin dal suo primo film che ho visto, "Il toro", mi piace il suo occhio originale sulle cose e sui cambiamenti del nostro paese. Poi secondo me ha un tocco magico nel senso che anche i suoi film magari più lenti, immersi in quelle atmosfere padane nebbiose, non mi risultano mai pesanti, il suo sguardo poetico e delicato riesce a non appesantire e rendere tragiche anche vicende dolorose, beh non so se mi sono spiegata, spero abbiate colto il senso di questo mio sconclusionato giro di parole.
Questo film è davvero molto piacevole, si ride molto e di gusto, gli attori sono tutti bravissimi: Silvio Orlando è un regista impegnato e intellettuale che è in fase di crisi creativa da cinque anni e deve partorire l'idea per un film con un'attricetta beniamina del pubblico delle fiction televisive, ma non ha un'idea. A sconquassare questo suo già precario equilibrio arriva la notizia che una perdita d'acqua in una sua casetta in un paesino toscano ha danneggiato un prezioso affresco del Cinquecento della chiesa adiacente; così il sindaco e l'assessore del paesino (interpretati da Stefania Sandrelli e Marco Messeri) lo ricattano e lo costringono a fare la regia dello sacra rappresentazione del Venerdì santo, in caso di suo rifiuto lo denunceranno alle Belle Arti. I preparativi di questo spettacolo saranno a dir poco rocamboleschi, ci sono tante scene molto gustose e anche irresistibili macchiette, tra cui un Corrado Guzzanti, presuntuoso quanto inetto attore cui viene affidata la parte di Gesù.
Su tutti svetta l'adorabile Giuseppe Battiston, bravissimo come al solito, che fa sorridere e commuovere con l'interpretazione di uno stralunato e tenero ex galeotto, attore per passione che aiuterà in questa impresa il povero Silvio Orlando. Ecco Battiston è un altro che per me, nonostante la sua mole sia sempre più pachidermica, ha quella bellezza tridimensionale di cui parlavamo tempo fa, che viene dalla dolcezza e dall'umanità del suo sguardo e dal suo grande talento.


7 commenti:

Gloria ha detto...

ma lo sapete che in tutta l'estate non sono andata al cinema neanche una volta? ecchisene...
comunque devo ricominciare, il cinema nelle serate piovose è l'ideale.
bene nella speranza che questo film giunga anche qui nella terra di mezzo, faccio tesoro della tua recensione

amanda ha detto...

ora un battiston ed un silvio orlando insieme ad un mazzacurati direi che sono già un buon biglietto da visita.

per quanto io adori battiston c'è un limite oltre il quale tale abbondanza carnosa mi sa di poco amore per se stessi o di cattivo rapporto con se stessi (vedi Depardieu) ed il mio smisurato amore per questi attori un po' è scemato

alessandra ha detto...

In effetti Amanda non hai tutti i torti :-)

alle ha detto...

Anche l'eccessiva magrezza denota poco amore per se stessi. Nel caso di Battiston, mi sembra invece una
positiva affermazione che lavora chi è bravo anche se non corrisponde ai canoni estetici classici. Tuttavia trovo il suo viso interessante, qualche chilo in meno gli gioverebbe senz'altro.

Questo film ha tutti i requisiti per essere bello. Il genere italiano che andrebbe considerato di più e meglio. Il realismo è sempre vincente, almeno per i miei gusti.
Grazie Ale!

oriana ha detto...

Questo film l'avevo già in programma per martedì (il martedì sera il biglietto costa meno e da buona lucchese....) dopo questa recensione ci vado anche più volentieri.

oriana ha detto...

Andiamo quasi tutti i martedì al cinema, la settimana scorsa ho visto "La solitudine dei numeri primi" premetto che non ho letto il libro, ma il film mi è sembrato avesse toni troppo esasperati. Qualcuno lo ha visto e mi dà un giudizio?

amanda ha detto...

del libro ho sentito parlare o terribilmente bene o terribilmente male, ma non ho scelto, almeno per ora di leggerlo, penso che se proprio dovessi partirei da quello