24 febbraio 2011

Incipit del 24 febbraio





Sono Homer, il fratello cieco. La mia vista non se n'è andata di colpo: è stata una lenta dissolvenza, come nei film. Quando mi spiegarono cosa stava succedendo, decisi di misurarlo, perchè allora ero un ragazzo e mi appassionavo a tutto. Quel particolare inverno, dunque, decisi di piazzarmi a una certa distanza dal laghetto di Central Park dove la gente pattinava sul ghiaccio, e controllare quello che riuscivo a vedere giorno dopo giorno.

E.L.Doctorow. Homer & Langley. Mondadori

Questa è la storia, ispirata ad un fatto di cronaca, di due fratelli, di due fratelli e del loro isolamento, l'uno per carenza sensoriale, l'altro dopo aver ferito il suo fisico e la sua mente in guerra.
I fratelli Collyer figli di intellettuali, aristocratici ed eccentrici, atraversano il 900 sulla loro zattera, l'elegante palazzina nel cuore di New York in cui si sono autoreclusi, che da rifugio sicuro si trasforma nella loro prigione e nonostante questo sono protagonisti di tutta l'evoluzione della storia del secolo che vivono da protagonisti loro malgrado.
Commoventi tragiche figure che ho amato

11 commenti:

claudia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
claudia ha detto...

(Scusate, cancello e ri-posto, perché anche tra gli errori di battitura c'è errore ed errore!!)

L'incipit é molto bello, anche se...sa di inverno.
Non solo per il periodo dell'anno in cui é ambientato, ma anche per l'atmosfera.
Boh, sarà una mia paranoia, ma nel leggerlo ho dimenticato il sole che vedo dalla finestra e sono stata proiettata in un buio mese di novembre...

amanda ha detto...

sicuramente un libro invernale

ma si ride anche :)

alessandra ha detto...

Grazie Amanda, ne ho sentito parlare, mi ispira molto, poi tutto quello che è ambientato a New York lo amo già a priori. Buongiorno!!!

claudia ha detto...

Allora, mi sono informata un po' sulla storia vera che ha ispirato l'autore.
Mi intriga soprattutto capire come siano trasposte nel libro la parte più tragica della vicenda e le molte fissazioni e stranezze dei due. Che tra l'altro sono personaggi vividi nella memoria degli States, considerato che ancora oggi, pare, "quando le mamme americane si arrabbiano per il disordine dei figli, dicono loro: «Hai lasciato una stanza che sembra quella dei fratelli Collyer»"

GRANDE AMANDA. Questo vado a comprarlo oggi stesso!!!

Ernest ha detto...

grazie per il consiglio!
un saluto

alessandra ha detto...

Claudia scusa approfitto dello spazio del blog per dirti che ti ho mandato una mail stamattina, non so se apri sempre la posta, così ti avverto qui. :-)

claudia ha detto...

Ah ok, grazie.
Sei a Roma e stasera passi alla Feltrinelli per salutare il Bianchini? Ora vo a leggere

Gloria ha detto...

mi piace. l'ambientazione è la mia.
ora sto leggendo un libro della jackson brown e i suoi gatti detective ( io mi sciolgo per koko e yum yum) sono letture leggerissime ma quei gatti mi mandano in brodo di giuggiole.

alessandra ha detto...

Ah non sapevo niente del Bianchini a Roma, peccato me lo perdo :-(

alle ha detto...

questo libro lo comprerei anche solo per la copertina. Un'immagine della NY che preferisco, vista da
Central Park.
Ma lo leggerò perchè la storia mi sembra molto interessante.
E poi c'è il marchio di garanzia:
letto e approvato. Come dire puoi
comprare a scatola chiusa.
Thank you !

Ale, il Bianchini avrà la presentazione dei Conigli, una ragione in più per esserci.