25 aprile 2011

Bella ciao









Parma, 4-5-1944

Cari compagni, ora tocca a noi.

Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia.

Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella.

Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile.

Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.

La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.

Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.

Giordano Cavestro (Mirko)
18 anni

6 commenti:

franzblog2 ha detto...

La distanza di altezza morale (ma anche di semplicità ed immediatezza), nelle lettere dei condannati a morte della Resistenza, rispetto alla volgarità e falsità dei tanti messaggi che giungono quotidianamente alle nostre orecchie, è abissale.
E se da una parte la loro lettura ogni volta spezza il cuore, dall'altra quegli esempi così alti servono come sprone a dedicare un po' di noi stessi alla lotta per la giustizia, per la pace, e per la vita.

Buon 25 aprile!
Franz

maria grazia ha detto...

Come hai ragione Franz! mi domando se quei ragazzi morti per un ideale così alto, vedessero che fine ha fatto questa povera Italia, nelle mani di chi è, si rivolterebbero nella tomba.

alle ha detto...

"Non ditemi che il mondo è brutto, malato, ridotto in merda, il mondo ha bisogno di esser bello, anche se ti urla il cuore, anche se ti strappano le dita." (NINO PEDRETTI)

Lo dobbiamo a loro, a quei giovani morti per la libertà di questo paese, non dimenticarli e non permettere che vada tutto in malora.

Oggi a Casa Cervi 10.000 persone.

oriana ha detto...

Avevo due paure

La prima era quella di uccidere
La seconda quella di morire
Avevo 17 anni
Poi venne la notte del silenzio
In quel buio si scambiarono le vite
Incollati alla barricata alcuni di noi morivano d'attesa
Incollati alla barricata alcuni vivevano d'attesa
Poi spuntò l'alba
ed era il 25 Aprile

Giuseppe Colzani

Marilina ha detto...

Buongiorno a tutti, amici di blog e piume.

Ieri facendo la passeggiata le due rocche, Asolo e Cornuda, ho (ri)visto le trincee della Grande Guerra.
Perchè ragazzini di 17 anni dovevano vivere e morire lì dentro?
Perchè?

Poi ieri sera, guardando un film americano, imparo l'affermazione (che credo attendibile) "il barone Rotschild (+ o -) diceva che quando il sangue scorre nelle strade è tempo di comprare".
Terribile, disumano.

Credo che l'umanità si sia sempre divisa e sempre si dividerà in due parti, sta a noi scegliere la parte giusta dove stare e lottare per la sopravvivenza.

alessandra ha detto...

Anch'io ho pensato a due cose leggendo le parole di questo giovane, appunto a come è ridotta l'Italia per cui hanno combattuto, a quale bassezza di valori.
E poi ho pensato a questi giovani di tanti anni fa pieni di ideali e mi è venuta da pensare ai ragazzi che ieri hanno colpito a colpi di bastone dei carabinieri...che passi indietro abbiamo fatto...