31 maggio 2012

Finché la barca va





Nella mia esistenza mio padre c'è stato sempre stato, anche se, da piccola, mi sembrava una presenza superflua (non era il genere di padre che gioca con i suoi figli, che  racconta le favole della buonanotte, che viene a tifare alle partite di pallavolo); mio padre è una certezza e se chiedi aiuto lui c'è.
Quando avevo circa 13 anni propose a noi donne di andare con lui in barca. Capiamoci non si trattava delle vacanze stile Formigoni, si trattava di uscire di casa alle quattro col buio, andare a Porto Garibaldi sotto ai Lidi Ferraresi, salire sul barcone di un pescatore uscire  con lui, magari piazzare anche una canna in acqua dalla barca mentre le reti erano calate, tirare su le reti tornare al porto, farsi una mangiata del pesce pescato, cucinato lì al porto e tornarsene a casa dopo aver goduto del primo sole di giugno con parte del pescato. Mia madre lo guardò con un non se ne parla nemmeno scritto a caratteri cubitali in fronte, mia sorella concepiva le quattro come orario eventualmente per coricarsi e non per alzarsi ed io, senza aver prestato attenzione alle non intenzionate astanti, con entusiasmo avevo già aderito alla proposta. l'idea di un giorno in giro per mare mi pareva splendida. Fu così che mi trovai unica "donna" ed unico esemplare sotto i venticinque anni, con 15 uomini arruolata nella ciurma. Partimmo che non c'era neanche una intenzione di aurora, tirammo su i miei cugini (che hanno quasi l'età di mio padre), alcuni colleghi di mio padre ed arrivammo a Porto Garibaldi all'alba con il sole appena visibile all'orizzonte e la prima luce che filtrava tra file di pioppeti ipnotici. Salimmo sulla barca con il capitano Giovanni ed un mozzo, Pietro; il mozzo alle ore cinque e venti del mattino aveva già la "fiatella" alcolica ed io temevo che da un momento all'altro la cicca che pendeva perennemente all'angolo della sua bocca potesse causare un incendio al contatto con le esalazioni del suo respiro. Giovanni mi spiegò l'uso del radar, l'alba in mare fu bellissima, il freddo umido lasciò lo spazio ad un gradevolissimo tepore, i pescatori con le lenze si schernivano l'un l'altro a mezzo tono, giravano soppresse, sigarette e "ombre" di rosso in un tourbillon crescente, e più girava il rosso e più si rideva, io penso di aver avuto un'allegrezza da saturazione alcolica, gli uomini fiatavano ed io mi ubriacavo di conseguenza, nonostante la brezza marina.
La pesca fu abbondante, rientrammo in porto, il peschereccio fu ancorato e quando fu il momento di mettere il piede a terra Pierino, che, devo dire, ondeggiava paurosamente già a bordo, mise il piede in fallo e volò in acqua tra la darsena e la barca, fu la prontezza di riflessi di Giovanni che spinse in fuori la barca facendo leva con le gambe che impedì conseguenze peggiori, lo tirarano su tutto abraso ma con la sigaretta d'ordinanza zuppa all'angolo della bocca.
Un'anima pia lo riaccompagnò a casa e finì così la storia di Pierino il marinaio tutto fare che è caduto in mare. Noi mangiammo il pesce più buono che abbia mai mangiato lì vicino al molo, fatto alla brace e rientrammo a casa felici dopo le sieste di recupero all'ombra dei pioppi

22 commenti:

sandra ha detto...

un momento stupendo, grazie di averlo voluto condividere con noi

giardigno65 ha detto...

siete bellissimi

amanda ha detto...

@Sandra: non ho figli a cui lasciare i miei ricordi, la mia è una bella famiglia e mi spiace che vada tutto perso

@Giardi:trovi?

oriana ha detto...

che bagaglio di ricordi e che memoria Amanda. Ogni volta riesci ad emozionarci.

Alle ha detto...

Ha ragione Giardi, siete bellissimi.

Certo Amanda non ti sei fatta mancare niente, anche assoldata nella ciurma di un peschereccio !
Quando i ricordi sono belli e significativi è naturale parlarne,
fa bene all'anima anche di chi ti ascolta (in questo caso legge) perché arriva tanta emozione e tanta energia positiva.
E di questo c'è sempre bisogno.
Complimenti cara !

Franz ha detto...

Una pagina splendida. La vicenda, nella sua semplicità, è emozionante, e le parole con cui è raccontata ancora di più.
Mi hai intenerito, fatto sorridere e sognare.

alessandra ha detto...

Un altro dei tuoi splendidi amarcord...anche io ogni tanto cerco di mettere in salvo foto e ricordi, pure la mia è una bella famiglia piena di episodi che hanno coinvolto splendidi zii, nonni, prozii e hai ragione è un peccato che questo patrimonio di storie e affetti vada disperso...

Silvia ha detto...

Veramente molto bello questo racconto. Scrivi molto bene e sei riuscita a trasmettermi un sacco di belle emozioni. Complimenti.

amanda ha detto...

Grazie a tutti e benvenuta Silvia

ruhevoll ha detto...

Bello, anche io ho un ricordo molto simile al tuo: una notte intera con mio padre su un peschereccio al largo di Viareggio, partimmo la sera alle otto e tornammo la mattina alle sei. Una notte indimenticabile.
Però queste lettere da digitare sono uno stress.... al prossimo tentativo fallito rinuncio al commento.
:)

suarakamansa ha detto...

brava amà
bellissimo

Marilina ha detto...

Bellissimo Amanda, e che memoria!
Anche mio papà amava le gite in mare, ho ricordi di gite nel mare di Jesolo o Lignano con scorpacciate di polenta, sardine fritte e ombre de vin! Penso che fosse l'aspetto eno-gastronomico ad attrarre maggiormente mio papà.

amanda ha detto...

@Marilina: perchè il mio no? il convivio è il suo pallino :)

claudia ha detto...

Nella foto siete veramente belli e tuo padre ha un sorriso proprio solare.
E poi che belle queste giornate di condivisione con i padri! Anche io ricordo qualcosa di altrettanto emozionante quando a 10-11 anni mio padre mi portava a pescare. Noi pescavamo a lenza e partivamo alle 6 del mattino.
Amanda, mi hai emozionato...

amanda ha detto...

ciao Claudia, sempre felice quando riesci a fare capolino

claudia ha detto...

Leggo sempre, ma non sempre riesco a ritagliarmi il tempo di scrivere.
Però oggi mi hai proprio fatto fare una tale salto nel passato... Emozioni a gogo!

Emilys ha detto...

bello il racconto e belli i momenti che hai ricordato..anche se c'entra poco mi è tornata in mente la scena di mio papà che mi accompagnava in spiaggia al mattino con la settimana enigmistica in tasca, leggevamo le definizioni delle parole incrociate e quando uno dei due trovava la parole ci fermavamo a scrivere...
:-))

Emilys ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Emilys ha detto...
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amanda ha detto...

@Memi: le nostre vite sono fatte di piccole cose, ma guai a levarcele :)

giacy.nta ha detto...

sei bravissima a raccontare i tuoi ricordi. Ho visto e sentito tutto, persino il fiato da mangiafuoco della ciurma.
Bella, proprio bella la foto di teenager con papà.
baci:)

amanda ha detto...

grazie Giacynta baci