29 giugno 2010

Incipit del 29 giugno





Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale.

Antoine de Saint-Exupéry.Il piccolo principe


Semplicemente il libro che ogni bambino dovrebbe leggere, il libro che ogni adulto dovrebbe tenere nel cuore, nel giorno del compleanno di colui che con il cuore l'ha concepito.

8 commenti:

Mafaldanellarete ha detto...

io sono uno di quelli che lo porta nel cuore. Me ne hai fatto dimenticare, stava sepolto nella libreria delle bambine, ora che la più grande ha quasi sei anni è il momento giusto per tirarlo fuori

alessandra ha detto...

Auguroni Antoine, autore di parole leggere e profumate coem l'aria in cui gli paiceva tanto volare col suo aereo.

Gloria ha detto...

Io mi ricordo che ce l'avevano fatto leggere all'oratorio un secolo fa. e avevamo fatto le magliette con scritto disegnami una pecora.

maria grazia ha detto...

Secondo me è il libro che tutti dovrebbero avere letto, forse piu' gli adulti dei bimbi, vengono descritti dei sentimenti che secondo me un bambino non conosce ancora, la nostalgia per esempio, quando volpe parla dei campi di grano che le avrebbero ricordato i capelli del piccolo principe.
Auguri Antoine!

Marilina ha detto...

Buon Compleanno Sig. Antoine, e grazie per il Piccolo Principe.

Che bello imparare a disegnare una pecora nella scatola, che bello poterla affidare a qualcuno perchè la custodisca.

Quanta dolcezza nell'essere bambini, quanta fortuna a riuscire a mantenerci un po' bambini.

Grazie per questo libro che insegna a volare.

Mamma C ha detto...

bello, davvero un bel libro..

claudia ha detto...

Grande, grande libro.
Uno dei libri che ogni tanto rileggo... Ma non credo sia propriamente un libro da bambini, anche se nelle librerie si trova nella sezione "ragazzi".

alle ha detto...

Bello, bellissimo. Forse i bambini
lo leggono come una favola, ma gli
adulti sanno vederci tutto ciò che
di magnifico sono riusciti a perdere diventando grandi. Un esercizio di
riflessione di rara semplicità, ma
che va dritto al cuore tornato bambino.