23 luglio 2010

Tatuaggi del tempo





Conosco un uomo istoriato, è un intero libro il suo corpo, un libro molto complesso, di difficile interpretazione. Quando ho potuto parlargli con più confidenza gli ho chiesto cosa significasse per lui segnare per sempre il suo corpo, mi ha risposto ciò che spesso rispondono coloro che si fanno tatuare "segno su di me cose che per me hanno un significato durevole". Eppure per me i suoi occhi verde scuro e la sua profonda voce che proviene da un corpo minuto, raccontano di lui e lasciano il segno molto più delle sue mille storie colorate.
Per quanto mi riguarda non potrei mai concepire di segnare il mio corpo volontariamente e per sempre, non mi piaccio con un paio di occhiali per più di due anni, figurarsi se accetterei di portarmi a spasso a 70 anni qualcosa che mi piaceva a 20.L'unico tatuaggio che ho invidiato è il piccolo principe con livrea di una mia giovane amica, è delizioso. C'è qualcosa di anomalo in questa nostra società che cancella con furente ossessione tutti i ricami e le storie che la vita disegna sul nostro corpo e contemporaneamente se ne imprime di indelebili. Sul mio corpo anche la vita è stata clemente, non ho brutte cicatrici. Al braccio sinistro porto il marchio di tutte le generazioni prima della mia, il vaccino del vaiolo, alla base del mio mignolo sinistro la mezza luna con i punti che mi furono dati al primo anno di medicina quando mi tagliai con una piastrella durante i lavori di ristrutturazione della cucina dei miei. Il collega del pronto soccorso di allora mi chiese la dinamica del sinistro e mi domandò se facessi la piastrellista, dissi "no studio medicina", mi disse "faresti meglio a fare la piastrellista", non gli credetti allora e forse, nonostante tutto, non gli credo neanche ora.Poco sopra il ginocchio destro una sottile linea bianca segna il punto in cui un chiodo penetrò nei pantaloni di velluto a coste da montagna durante la manovra di scavalcamento di una staccionata. Al braccio destro mi sono marchiata con un braccialettino che si è surriscaldato mentre sfornavo una torta, il braccialetto me lo regalò per la laurea il mio fratello in amore, lui se andò per sempre ormai tredici anni fa, sembra ieri se ascolto il mio cuore dove la cicatrice è profonda, il braccialetto si ruppe poco dopo, ma sul mio braccio e dentro di me resteranno per sempre.

14 commenti:

Gloria ha detto...

A me i tatuaggi non piacciono. non credo che mi aiutino a esprimere quello che sono. non credo che serva dell'inchiostro indelebile sulla pelle per ricordarmi certe cose. per quelle basta il cuore.
e non voglio neanche dover dimostrare agli altri che sono una ribelle, una che non ha paura, una che porta sul corpo i segni della vita. per quelli ci sono le rughe. no no.
le mie cicatrici sono solo due non come amanda che sembra tornata dal vietnam...solo le due ginocchia segnate da 2 pomeriggi con la bici a tutta velocità...mi ricordo ancora mia nonna quando sono entrata in casa...che faccia...

Gloria ha detto...

comunque Amanda hai scritto cose belissime.

amanda ha detto...

mi piace sapere che da piccola eri spericolata, poi ti sei auto limitata, ma un giorno l'anima ribelle riprenderà il sopravvento

Gloria ha detto...

Ricomincerò ad andare sulla mia "graziella" rossa di seconda mano truccata con mollette e cartine nelle ruote per far rumore e il clacson a trombetta? no eh per favore.....

alessandra ha detto...

Ma che post bellissimo Amanda! Il nostro blog modestamente è di un certo livello :-) :-) Mi è piaciuta molto la contraddizione, che hai descritto così bene e a cui a volte ho pensato anch'io, che c'è in una società che da un lato cancella rughe, borse, smagliature e segni vari del tempo e dall'altra si marchia a fuoco...
A me i piccoli tatuaggi piacciono, anni fa avevo pensato di farmene uno piccolo sul collo o sulla spalla, poi anch'io ci ho ripensato perchè appunto non mi andava di marchiarmi per sempre..ultimamente ho parlato con persone che hanno tatuaggi, anche per loro ogni singolo tatuaggio ha un preciso significato, segna un passaggio di vita, un avvenimento importante, la morte di qualcuno, la fine o l'inizio di un amore...
Per quanto riguarda i miei "tatuaggi", io ho due cicatrici sulle ginocchia che mi sono procurata facendo danza moderna in una palestra col pavimento un pò a groviera e una cicatrice sulla caviglia sinistra che invece è stata scavata dalla plastica fusa e rovente di uno scolapasta lasciato accanto al fuoco ormai 14 anni fa, un dolore tremendo...
La mia mamma ha invece un paio di cicatrici dovute al caramello rovente mentre preparava il suo squisito creme caramel....dolorose ma dolci cicatrici...

Marilina ha detto...

Mi piacerebbe farmi un tatuaggio, uno solo e piccolo, ma sono paurosa.
Mi piace molto quella della Hunzicher in alto sul braccio.
Mi piace ancora di più il Piccolo Principe della tua amica, Amanda, ma non so dove ce l'abbia.
Lo vedo come un biglietto da visita, per far vedere quelle cose di te che riesce a scoprire solo chi ti vuole bene.
Un segno per il mondo esterno.
Per me invece ci sono i segni nel cuore, come dice Gloria.
Ed i segni sul corpo naturali.. Naturali, ma non casuali, visto il tuo braccialetto, Amanda.
I miei segni..
Cicatrice sulla prima falange del dito mignolo destro: a 7 anni, il macinacaffè elettrico nella pasticceria dei miei si era bloccato, ed ho pensato bene di sbloccarlo mentre era acceso..
Sotto il ginocchio sinistro cicatrice ed escoriazione profonda per un incidente in auto appena presa la patente. Mi sono chinata a cambiare cassetta (non vi dico di chi, già conoscete i miei SGUSTI musicali), ed ho centrato un alberello che se ne stava tranquillo a lato della strada..
Due piccoli segni sulle palpebre, la varicella.
Un cerchio perfetto sul braccio sinistro, il vaccino anti vaiolo.

Marilina ha detto...

E' vero, complimenti Amanda per il post.
Molte volte leggo, e parto lancia in resta con il mio commento.
Dando per scontato l'alto livello delle proposte..
Mai dare nulla per scontato!!
Grazie.

alessandra ha detto...

@Marilina
I tuoi avevano una pasticceria? SLURP
Ecco non mi dire che hai fatto un incidente per cambiare una cassetta dei Pooh o di Miguel Bosè :-(

oriana ha detto...

neanche a me piacciono i tatuaggi, a suo tempo ho un po' lottato con i miei ragazzi, dico un po' perchè ho sempre cercato di lasciarli liberi nelle loro scelte, ma questa era più forte di me, il maschio ha desistito, la femmina ne ha fatto uno piccolo su un fianco, le femmine sono più caparbie si sa, ma per molto tempo me lo ha tenuto nascosto, il suo è stato solo un capriccio, una moda, perchè quella dei tatuaggi è una vera filosofia di vita che non condivido, ma mio malgrado devo rispettare

Marilina ha detto...

Ale,
i Pooh effettivamente non mi piacciono. Solamente mi risuonano nelle orecchie alcune canzoni, come virgolette nel testo della storia.
La cassetta era di uno che era cappellone col nasone, ma che adesso è un gran bell'uomo.. un po' cecato..

La pasticceria è un gran bel ricordo. La specialità di mio papà era una torta con pan di spagna inzuppato col marsala e pasta sfoglia, farcita con crema pasticcera e decorata con bignè alla crema.
Invece il micio dell'epoca (Geo, bianco e nero) adorava la panna montata.
Vi ho fatto fame e sono uscita fuori tema?!?
Arrrriidddaiiieee!!

franzblog2 ha detto...

Cara Amanda, anch'io, come te, fatico a comprendere chi cerca di imprimere sul proprio corpo dei segni indelebili, visto che la vita, nel bene e più spesso nel male, è piuttosto generosa in materia.
Chissà, forse è proprio un insopprimibile rifiuto al ruolo di spettatori passivi, che spinge a rendersi artefici dei propri trofei di guerra; ...o di pace, almeno nelle intenzioni.
Da parte mia, se può incuriosirti, porto in fronte almeno un paio di questi segni, per fortuna non troppo vistosi, e anche abbastanza recenti, visto che si tratta di botte autoinfertemi con il portellone posteriore del taxi, episodio che nella mia attività tende a ripetersi, di tanto in tanto, come nelle comiche. La prima volta, comunque, fu seria, e finii al pronto soccorso: ricordo gli occhi stupefatti dei clienti che avevo appena scaricato, quando videro il sangue spargersi sulla mia fronte.
Sono tuttavia sciocchezze, se paragonate alle cicatrici del cuore.
In uno strano parallelismo, con qualche valenza simbolica, tu ne porti una strettamente associata ad un segno fisico, quello del braccialetto; nonostante il tuo pudore nel limitarti ad un accenno, ci fai capire quanto quella tua ferita interiore sia impossibile da rimarginarsi veramente.
Estendendo il discorso, le ferite del cuore ricevute nei primi anni di vita, e penso che sia un fenomeno molto più diffuso di quanto possa sembrare, sono poi le più gravi, e marchiano a sangue il proprio modo di camminare nei sentieri, e di navigare sui mari, dell'esistenza, per quanto esperienza, capacità, felici incontri di persone e di scrittori, possano poi costituire validi rimedi per renderla comunque salda e fiorita di eventi significativi.
Il menu della vita è questo, prendere o lasciare, e ringraziare.
Ma ringraziare sul serio, perchè, in fondo, si tratta di una strana e bella avventura.

Un saluto e un abbraccio.
Franz

maria grazia ha detto...

Che bel post Amanda!
Avete ragione, qualcuno vuole marchiarsi i ricordi, altri vogliono dimenticare, cancellare...

Io ho le gambe, in particolare le ginocchia, segnate dalle cicatrici procuratemi con le cadute dalla bicicletta, fatte da bambina durante le vacanze estive in Friuli, e credo mi resterà anche il segno dell'ultima caduta , fatta mercoledì sera, dopo la cena di laurea del mio figlioccio.
Ecco resterà questo ricordo indelebile sul ginocchio sinistro, ad ora ho ancora l'ematoma, sono rovinosamente caduta dopo essere inciampata in una buca nel giardino del ristorante dove avevamo cenato, l'unica consolazione è che sono caduta dopo la cena, tornando a casa, almeno non ho rovinato la festa al neolaureato.
Io ho due tatuaggi veri, sul bordo delle palpebre degli occhi, per farli ho sopportato un po' di dolore, piu' che altro perchè non vedevo cosa mi stavano facendo, li ho fatti anni fa e non mi sono pentita, ora come a Marilina, anche a me piace il tatuaggio a bracialetto della Hunzinker, ma è troppo evidente per poterlo fare, ogni tanto ci penso, mi piacerebbe invece farmi tatuare un delfino piccolo piccolo sulla caviglia o sul polso, chissà un giorno..

alle ha detto...

Sarà che non credo nel "per sempre" - e l'esperienza me lo ha finora dimostrato- mi risulta difficile pensare di ricoprire interamente il mio corpo di figure, simboli, date, nomi, ghirigori vari senza considerare che un giorno potrei svegliarmi e non riconoscermi più con quella veste.
So anche che il tatooing non è solo una scelta estetica, ma può essere l'espressione di una vera e propria filosofia di vita che, con tutto il rispetto, però non mi rispecchia. Tra l'altro, di questo mondo insolito e particolare si parla nell'ultimo romanzo di John Irving pubblicato in Italia, "In cerca di te". Una madre che fa tatuaggi, un figlio allontanato dal padre organista che porta impresse sul suo corpo intere sinfonie......
E poi c'è la moda, ecco la ragione più a rischio per potersi pentire della scelta compiuta.
Nonostante il mio non interesse per i tatoos ammetto che alcune
incisioni sono molto belle specie se collocate nella giusta zona del corpo !
Dei segni indelebili che il mio corpo porta non per scelta ci sono solo piccoli taglietti per piccole operazioni chirurgiche subite, c'è il ricordo dentellato che il coltello del pane ha lasciato su un dito. Non posseggo altre cicatrici evidenti. Fortunata o poco audace ?

alessandra ha detto...

@MG
Mannaggia povera MG!