27 agosto 2010

ai due catini d'oro





nel cuore del cuore di Padova, c'è una delle più antiche forme di centro commerciale, l'insieme della Piazze, con al centro il palazzo della Ragione, dove si amministrava la giustizia e sotto il Salone. Bisogna entrarci almeno una volta con il portafogli pieno, il naso al vento e gli occhi preparati ad accogliere ogni sorta di forma di salume, di formaggio, di pane, di pesce. Un tripudio! I padovani lo usano ancora come centro di scambi con l'insieme del mercato della frutta e delle erbe nelle rispettive piazze dove avviene il mercato 3 volte alla settimana. Dove ogni sera si consuma il rito di "ombre" (misura minima di bicchiere di vino n.d.t) e spritz, guardatevi dal mercoledì sera che è per gli studenti universitari, un vero bailamme alcolico spinto all'eccesso.
Guardando Palazzo della Ragione dal lato di piazza della frutta a lato dell'arco del Volto ( il passaggio tra le due piazze, unico posto dove c'è sempre una bella brezzolina, se non c'è neppure lì accendi l'aria condizionata che non hai scampo) c'è un negozio mitico, la drogheria per antonomasia, "Ai due catini d'oro". Quando entri un odore misto tra cera purissima per mobilio pesante e antitarlo ti investe, poi arriva il misto dellle spezie, poi il resto della cascata di profumi.
E' un antro di Alì Babà ci sono le vetrinette vecchie vecchie con tutte le caramelle, le liquirizie in tutte le pezzature, i fruttini di marzapane, i confetti di sulmona con le mandorle e con il cioccolato, marmellate da tutto il mondo, mieli e mostarde con la frutta intera o a pezzi, aceti, chutney di mango piccante, miele anche di rododendro, the e tisane e le spezie il kumino turco, il pepe bianco, rosa, bianco, verde, lo zenzero, il coriandolo. Le essenze per fare i liquori in casa: maraschino, nocino, erbe alpine, genepy il pernod e mille altri mai sentiti. Gli sciroppi della fabbri di mille tipi, il latte di mandorle. i sali da tutto il mondo, anche dal deserto del kalahari. detersivi per ogni specifico sporco, prodotti contro ogni tipo di insetto, coloranti per indumenti, pigmenti naturali, terre ed ossidi minerali.
Il tutto in un posto minuscolo e stipatissimo: vadano a nascondersi gli ipermercati neppure sanno cosa significa varietà

23 commenti:

claudia ha detto...

Wow! Che meraviglia, addirittura il miele di rododendro!
Pensare che io a Padova sono stata una sola volta, ma per lavoro e non ho visto niente fuorché un ufficio a viale dell'industria o qualcosa del genere...

amanda ha detto...

oh quelli sì che sono bei posti: da visita guidata!

a Padova abbiamo Giotto, Donatello Giusto de Menabuoi, Mantegna, solo per avere una piccolissima idea

la città medievale ha un'architettura straordinaria, non siamo solo la tomba del Santo, anche se per decenni siamo solo stati la città dei pellegrini

alessandra ha detto...

Ma che meraviglia, questi sono i centri commerciali che mi piacciono! Mercati all'aperto, negozi particolari come questo che ci segnali...a Roma ad esempio c'è Castroni che ha queste cose un pò speciali, raffinate ed introvabili, ma non ha quel sapore di favola antica come questo posto che ci hai descritto.
Cara Amanda, prima o poi verrò a Padova, questa è una minaccia, ieri avevo minacciato Franz con una capatina in quel di Bologna, svolgo un'intensa attività minatoria in questi giorni :-) attenti eh?

alessandra ha detto...

@Amanda
Bellissima la fotina tua nuova, la balena con le cuffiette e il ciondolo col cuore, un pò malinconica ma bella bella.

amanda ha detto...

non è il ciondolo col cuore, guarda bene il suo i-pod è il cuore, lei ascolta il cuore

per padova quando vuoi la casa è piccola ma abbiamo un divano letto matrimoniale :-)

alessandra ha detto...

@Amanda
Ecco il solito toro terreno non ha colto la spiritualità dell'immmagine, pardon...

Grazie tesssoro, ma non ci eravamo accordate per un soggiorno padovano sotto i ponti? :-)

amanda ha detto...

e secondo te ti lascio sotto i ponti, poi i ponti qui vicino te li raccomando, il minimo che può succedere è che ti sdrai su un materasso di siringhe infette

oriana ha detto...

ma questo non è un negozio, è una piccola gioelleria! Sono i posti dei quali vado a caccia quando visito una città, specialmente se è una città storica.

Ale preparo lo zaino e il sacco a pelo, quando si parte?

franzblog2 ha detto...

Ho passato quasi dieci anni da pendolare settimanale, nella tua Padova, e le sono grato perchè mi ha dato le opportunità di lavoro che hanno poi permesso la 'svolta epocale' della mia vita, cioè il cambiamento di attività e il ritorno a tempo pieno nella mia città.
Conosco bene le atmosfere del centro e di quelle due caratteristiche piazze contigue, in cui spesso ho passeggiato solitariamente nelle sere della bella stagione.
Purtroppo però, forse proprio a causa della frequentazione solo serale, non mi sono mai accorto di quel fantastico piccolo bazar in cui ci hai fatto entrare tu, a guardare, odorare e ascoltare.
Allo stesso modo non ho mai partecipato al rito dell' "ombra" in compagnia, questo per caratteristiche o limiti del mio carattere un po' schivo.

A proposito, sai da che cosa deriva il termine "ombra"?
Il piccolo quiz è rivolto ovviamente a tutta la Tiffaneria, ma non valgono gli aiutini googleschi.

Salutone.
Franz

claudia ha detto...

Quando andai a Venezia mi dissero che un tempo per farsi una bevuta ci so spostava all'ombra del campanile di San Marco...
E da questo deriva il detto.
Però di recente amici veneti mi hanno clamorosamente smentito... Boh!

alessandra ha detto...

@Oriana
Anche subito, tanto Amanda è molto buona e al limite ci fa dormire col sacco a pelo nell'ingresso del suo palazzo tra le biciclette:-)

@Franz

Dai dai la Tiffaneria non lo sa ed è curiosa, ha ragione Claudia? A proposito ciao Claudia e ciao Franz!

oriana ha detto...

Franz lo sai e ci vuoi mettere alla prova o lo vuoi sapere?

claudia ha detto...

Ciao Alessandra! Buon venerdì!

Dai Franz, sono curiosa anche io.
Ma Amanda deve saperlo per forza, o no? Amandaaaaaaaaaa!

alessandra ha detto...

@Claudia
Amanda è fuori rete oggi pomeriggio, solo Franz può spazzare via questo tarlo che ci rode, altrimenti bisogna aspettare Amanda stasera....

franzblog2 ha detto...

Eh eh eh come mi diverto... :-)

Certo che lo so, o almeno credo di saperlo, Oriana.
Però, a parte il tentativo di Claudia, non si è cimentata nessuna.
Provateci, mi sembri che da queste parti fantasia ed immaginazione non debbano mancare!

E comunque aspettiamo tutti il pronunciamento ufficiale della "Tosa".

oriana ha detto...

Mi sembra che in un altro post parlando con Marilina, Amanda ce lo ha spiegato. Ma Marilina è a Barcellona...

alessandra ha detto...

@Franz
Allora mi cimento e vado di fantasia, forse perchè dopo tutto il vino che bevono quegli avvinazzati dei padovani, Amanda compresa :), la vista è annebbiata e gli altri paiono soltanto delle ombre? :-):-)

amanda ha detto...

c'è chi dice che fosse perchè le botti venivano tenute al fresco all'ombra del campanile di San Marco a me sembra falso. Le dose dell'ombra è piccola "appena un'ombra" il problema è quante ombre si bevono di più non so

franzblog2 ha detto...

A questo punto Mike Bonanima esclamerebbe: "Tèmpo scadùtooooo!" o magari: "Peccàààtooo!".
Insomma il notaio (il famoso Signornò) dice che nessuna ha indovinato: la versione ufficiale è che in campagna un bicchiere di vino preparato dalle donne sotto l'OMBRA di un'albero era per i contadinil'equivalente dell'attuale, impiegatizio coffee-break.

Sempre con beneficio d'inventario, ma con un'ombra di rosso alla vostra salute!
Franz

il giardino di enzo ha detto...

Dalle nostre parti l'aperitivo popolare classico è una roba quasi imbevibile, lo chiamiamo "bicicletta" (pronuncia 'biciretta') o "congiuntura": trattasi di vino bianco e campari, una roba che a me non entusiasma, preferisco allora una birra.
Ah, quei negozietti che avevano tutto, sento ancora il loro profumo.
E quello descritto deve essere nella top ten, ricco di tutte quelle cose che si trovano solo lì.
Sono i supermercaty, purtroppo, che ci hanno fatto nascondere, che ci hanno fatto scomparire.
Ciao

Tonino ha detto...

Scomparsi perchè improduttivi, per anzianità dei gestori ?
Peccato davvero un gran peccato non averli più.
Però a Bologna ne conosco uno che è una tappa fissa dei miei giri ;
si chiama ''dalla pioggia'' e si trova in via Riva Reno.
E' lì che acquisto il mio sale di Cervia, il torrone durissimo ricoperto di cioccolata, detergenti e smacchiatori introvabili.

amanda ha detto...

@Enzo: la bicicletta è una specie di spritz al campari

Silvia Pareschi ha detto...

Ma questa è una drogheria di Paolo Conte!