26 agosto 2010

Amanda, Julie, Julia ed un maialetto alato

Un mio amico alato ha fatto un post su questo film, io al tempo in cui l'ha scritto il post, non leggevo ancora il suo blog, quindi non mi sono fatta attrarre dal suo consiglio, ora essendo mezzo mondo in vacanza, lui compreso, mi sono letta il vecchio post e mi sono anche vista il film, come avrei potuto non vederlo parlando il film di un blog che ti cambia la vita, di cucina che ti cambia la vita ed essendo interpretato dalla grandiosa Meryl Streep?

Ora una delle scene più simpatiche è quella con il sottofondo di Psycho Killer dei talking heads in cui la povera Julie è alle prese con l'ammazzatina delle aragoste.

La sottoscritta, che ha sempre dichiarato che, se dipendesse da lei uccidere le bestiole che mangia, diventerebbe vegetariana, ha però scarsa difficoltà ad ammazzare crostacei e potrebbe sopravvivere pescando senza farsi troppi problemi morali.

Alle aragoste non mi avvicino per il prezzo, ma eseguo, una ricetta veneta gustosissima, anche se raramente perchè non è che le "moeche" te le tirino proprio dietro in stagione.

La "moeca" è il granchio in fase di muta, quindi senza guscio, piatto tipico del 25 aprile, giorno di San Marco. Qui da noi si dice che si trova nei mesi con la "r", ma la pesca con le nasse nella laguna tra Burano e la Giudecca, varia a seconda delle annate a causa delle stagioni più o meno rigide più o meno umide.

Qui inizia la fase psycho della questione: si prendono le moeche ancora vive, gli si tagliano le prime prime parti delle zampette e si mettono ad annegare nell'uovo battuto (sono sufficientemente sadica?). Quando la bestiola sarà annegata per aver bevuto troppo uovo, si pigliano i cadaveri si passano nella farina e via nella "farsura" la padellona di ferro di una volta piena di olio bollente o nella friggitrice di adesso.

Certo se uno non sa come vengono preparate le mangia più volentieri, perchè sono buonissime, si accompagnano con insalata fresca mista e un buon prosecco ghiacciato

10 commenti:

alessandra ha detto...

Dove c'è Meryl Streep c'è casa e ci sono pure io! Adoro quella donna e quell'attrice! La tua ricetta mi sembra molto gustosa, credo che da noi queste moeche non si trovino però.
Anche a me fa meno impressione mangiare i crostacei, sarà forse perchè non colano di sangue rosso, sarà che essendo muti la loro indubbia sofferenza non la sentiamo, vediamo solo le zampine che si muovono..un pò ipocrita, me ne scuso, ma è così.
Poi il pesce lo mangio anche più volentieri perchè mi rimane molto più leggero della carne.

Tonino ha detto...

Le bestiole, i cadaveri affogati, mondate vive...
Mi sembra che tu non voglia nessuno a tavola,spaventi così ?
Io ed Ale ci siamo e consumiamo anche molto, quindi prendi le giuste misure.
Gradirei anche la cara Mariangela , si potrebbe organizzare ?

oriana ha detto...

Ale sei sicura di aver letto bene tutte le fasi della ricetta?

Amanda ora dovrò lottare un po' per cancellare quell'immagine dalla mente quando mangerò crostacei, perchè continuerò a mangiarli, sono troppo buoni!

PS: temo che Gloria ti toglierà il saluto

alessandra ha detto...

@Oriana
Sì l'ho letta, fa impressione, ma appunto dicevo ipocritamente che non esce sangue e le povere moeche non urlano come farebbe che so un maiale...una volta ho sentito solo da lontano il verso tremendo che fa il maiale mentre lo ammazzano e mi stavo sentendo male...comunque per ora non diventerò vegetariana, in futuro chissà, comunque il problema me lo pongo....

alessandra ha detto...

Sì bravo Tonino andiamo anche con Miss Mariangela...allora Amanda per noi grosse porzioni di pesce e insalata (mio stomaco permettendo) e per me pochissimo vino come ben sai, a meno che non vogliate vedermi barcollare dopo appena un bicchiere...:-)

Mafaldanellarete ha detto...

anch'io la amo la merilina...è troppo brava, tanto brava lei in questo film tanto scarsa è l'altra attrice...
p.s. affaffina

amanda ha detto...

affaffinissima!!!

sergej ha detto...

al mare, da piccolo, sulle spiagge del gargano, ricordo scorpacciate di canolicchi e telline, rigorosamente appena pescati, crudi e ancora vivi.
se mi chiedete come mai non mi sia venuto il colera, non lo so.
a quei tempi (e manco tanto tempo fa: fine anni '70-primi anni '80), se andavi a 5 metri dalla riva e tiravi su una manciata di sabbia, dovevi essere sfortunato se non ti rimaneva in mano qualche tellina. se andava bene, anche una vongola o un cardium.
idem per i ricci: si aprivano e si succhiava l'interno, di color rosso vivo come un piccolo cuore pulsante.
per le patelle, invece, serviva mio padre che le staccasse dagli scogli con il coltello.
quanto ai granchi, mio padre ne riportava a casa a secchiate, li metteva nel lavabo e poi pescava da quella massa brulicante e ticchettante e a forbiciate tagliava via tutte le zampe e le chele. poi ci si faceva il sugo.

amanda ha detto...

siamo un popolo si affaffini, questa è la realtà

alessandra ha detto...

@Sergej
Mio papà è cresciuto in una cittadina di mare, negli anni 60 faceva lo stesso, pescava con gli amici cozze, ricci e mangiava tutto crudo...erano altri tempi che lui ricorda con grande nostalgia, il mare era diverso, tante barche a remi e niente scooter d'acqua...