15 settembre 2010

Giovanna e Silvana





A casa di nonno Valentino gli occhi erano spartiti mezzi e mezzi tra i 14 fratelli circa, mezzi azzurri, mezzi neri, qualunque fosse il colore sempre di fanali si trattava.
Valentino era della squadra occhi neri. Giovanna giocava nel ruolo di libero, i suoi occhi erano dei fanali di un grigio brillante. Giovanna, Antonia e Gemma dividevano la camera da letto e di giorno lavoravano nella locanda del loro fratello maggiore Valentino.
Nel periodo della mia vita in cui mi sono occupata di genetica mi è stato molto utile avere un albero genealogico intricato, mi risultava meno complesso stare ad ascoltare i pazienti che mi raccontavano della sorella della cugina che si era sposata con il cognato del fratello del nipote. Magicamente, dopo un unico ascolto, riuscivo, matita e carta alla mano, a creare un bellissimo albero che veniva allegato al DNA per la ricerca, con grande soddisfazione del paziente oltre che della sottoscritta.
Dunque nonno Valentino gestiva la locanda aiutato dal suo harem, nonno Valentino era sposato con nonna Erminia, lo sapete , ma nonno Valentino aveva per sorella Giovanna e nonna Erminia aveva per fratello Giulio e com'è, come non è, anche i due fratelli si innamorarono e ad un certo punto Giulio sposò Giovanna ed anche quello, miracolosamente, fu un matrimonio riuscito . L'unico problema è che passava il tempo e di figli non ne arrivavano, mancava solo quello a fare completa la felicità.
Giulio gestiva l'infermeria della stazione di Padova, Giovanna faceva la casalinga ed ogni tanto veniva ad aiutare nel locale del fratello.
Quando ormai pensavano di bastarsi in due arrivò Silvana che prese i fanali neri e fu l'apoteosi . Ma Giulio per essere un infermiere fumava davvero troppo e quando Silvana aveva solo venti mesi, rimasero nuovamente solo in due, la piccola Silvana e Giovanna, che vennero ad abitare con cognata e fratello. A questo punto non stupitevi se parlando di Silvana la chiamerò zia, cosa le mancava per essere sorella di mia madre? Dividevano lo stesso patrimonio genetico quello che era materno per una era paterno per l'altra e sono cresciute sotto lo stesso tetto, due madri ed un solo padre, gli stessi nonni, gli stessi zii.
Quando la vecchia casa venne giù con le bombe e fu ricostruita la nuova, fu ricavato per loro un piccolo appartamento nel sottotetto, dove ora vive mia sorella, rimasero con noi fino a quando Silvana non si sposò e si trasferirono entrambe a Vicenza.
Silvana se ne andò malamente, dopo aver cresciuto tre figli tutti muniti di fanali neri, prima di Giovanna, la sarcoidosi le seccò i polmoni, le tolse l'aria. Amava comprare i regali di natale con largo anticipo, se vedeva un cosa che le piaceva per una persona, la prendeva e faceva il pacchettino mettendolo da parte; chiuse gli occhi che fioriva la magnolia, a natale mi dissero di aver trovato un pacchettino per me.
Giovanna classe 900, ci lasciò nel 96, il suo più grande cruccio era di essere sopravvissuta alla sua unica adorata figlia, sono tutti insieme, i miei cari, nel piccolo cimitero alle porte di Padova nel paese dei miei bisnonni.

12 commenti:

Gloria ha detto...

Che bello, un'altro pezzo di cuore che dividi con noi.
la foto è di Silvana? che signorina elegante con quel suo fiocchetto!
incomincio ad appassionarmi alla tua saga familiare.

amanda ha detto...

non ho trovato una foto decente di Giovanna, così ho messo Silvana, ma giuro è l'unica volta in cui non sorride

oriana ha detto...

Amanda la tua era veramente una famiglia "allargata", ma allargata nell'affetto e nell'accoglienza. Che bagaglio di emozioni. Mi sono commossa al pensiero del pacchettino di Natale per te.

alessandra ha detto...

Scusa il colpevole ritardo nel commentare..vorticosa mattinata! Ma che bello la tua famiglia è meglio della casa degli spiriti! Ti chiamerò Amanda Allende..oddio magari non gradisci il paragone perchè lo stile Allende non ti piace, il mio era un complimento comunque!

alle ha detto...

allora che titolo ha questo libro che sta prendendo forma capitolo dopo capitolo ?
La tua non è solo una famiglia numerosa, ma anche e soprattutto
una famiglia che ha vissuto insieme e unita le belle e le brutte cose che la vita ha portato.
Forse senza rendersene ognuno ha permesso che qualcosa di straordinario accadesse, giorno dopo giorno.

alle ha detto...

tra "rendersene" e "ognuno" metteteci CONTO.
e abbiate pazienza......

maria grazia ha detto...

Che belle storie Amanda!Hai proprio una bella famiglia.

amanda ha detto...

lo stile Allende mi è piaciuto fino a Paula, poi stop, è comunque lusinghiero il paragone :-)

Mafaldanellarete ha detto...

chissà se qualche mio antenato ha avuto contatti con i miei e ora noi stiamo qui a scriverci...
bella la tua storia

amanda ha detto...

ciao Mafalda! chissà magari si scoprono trame familiari inimmaginabili

giacynta ha detto...

Bella la tua famiglia col tratto comune dei grandi occhi, così come il tuo affettoso e lievemente malinconico racconto. Ho avuto anch'io una grande, variegata famiglia, il tuo racconto inevitabilmente la richiama...
Buon weekend!
Giacinta

amanda ha detto...

grazie Giacynta ed un buon weekend a te