8 ottobre 2010

DUE PAROLE



All’orecchio questa notte mi hai detto due parole
comuni. Due parole stanche
di essere dette. Parole
che da vecchie si son fatte nuove.
Due parole così dolci, che la luna che passava
filtrando tra i rami
nella mia bocca si è fermata. Due parole così dolci
che una formica mi cammina sul collo e resto immobile
non provo nemmeno a scacciarla.
Due parole così dolci
che senza volerlo esclamo: oh, che bella, la vita!
Così dolci e così mansuete
che oli profumati scorrono sul corpo.
Così dolci e così belle
che nervose, le mie dita,
si muovono verso il cielo imitando una forbice.
Vorrebbero le mie dita
tagliare stelle.

Alfonsina Storni

(da Il dolce danno, 1918)

4 commenti:

alle ha detto...

Ecco io la poesia la intendo così,
parole che sanno dar luce ai tuoi pensieri, alle tue emozioni in modo
semplice, ma perfetto. Qualcosa in cui ti puoi accomodare con tutto il peso della tua incapacità ad
esprimerti e sentirti bene.

Questi versi colpiscono per la loro bellezza e perchè scritti da
una signora e perchè pubblicati nel 1918. Ho letto un po' la storia
di questa poetessa, credo che approfondirò........

grazie "pusher" di benessere per
le nostre anime

amanda ha detto...

de nada :-)

oriana ha detto...

concordo con Alle, ha espresso il mio pensiero.
Ringrazio anch'io Amanda per la sua sensibilità, non so quale filo misterioso ci ha condotto tutti qui. Ma si che lo so, è stato il filo conduttore di Tiffany e i suoi amabili conduttori

Gloria ha detto...

Ormai è un rito magico : durante la giornata di lavoro faccio più volte capolino nel blog e quando trovo una poesia è così bello. stacco 5 minuti, pausetta caffè, due caramelle e lettura versi. e poi si ricomincia un pò più leggeri.