4 ottobre 2010

L' argent de poche



Ancora un Truffaut ed ancora un Truffaut che racconta l'infanzia, la preadolescenza e racconta, questa volta, gli anni della mia preadolescanza. Anche se questi ragazzini, ritratti con una lucidità che non è materia dei reality sugli adolescenti odierni, sono molto simili sotto certi aspetti a come mi ricordo di essere stata io allora, ma molto più "scafati" sotto altri.

Vi ho postato il discorso finale del maestro Richet, avercene di insegnanti così, anche se trovo che lui, o forse Truffaut stesso, pecchi di ottimismo: è raro che una infanzia dura renda più forti.

La nota di speranza è data dal fatto che il maestro Richet e Truffaut l'avevano avuta un'infanzia segnata dal poco amore, difficile, e questo non aveva impedito al personaggio ed al suo autore di diventare persone pienamente realizzate nella vita.

Quindi se non avete visto gli anni in tasca o lo avete visto troppo tempo fa, rivedetelo, ne vale la pena.

11 commenti:

Gloria ha detto...

Dovrei smetterla di vedere tutti quei film da 4 soldi che di solito guardo e investire una bella serata in un bel film d'autore. non posso andare avanti con le mie solite sdolcinerie mielose. ultimamente ho rivisto quello con J.Lo che fa l'organizzatrice di matrimoni e si innamora di quel marcantonio di Matthew mccoallaaghuee (come cavolo si chiama?) devo raddrizzare la mia videoteca, è uno scempio!

amanda ha detto...

alternali :-)

alessandra ha detto...

Ecco anch'io sui film francesi, come ho avuto già avuto modo di dirvi, non sono molto ferrata e peccato non avere l'audio per ascoltare questo discorso. Grazie Amanda colmi sempre delle mie lacune. Neanche io ho avuto insegnanti memorabili..ed è un peccato, almeno un insegnante che ti apre davvero la mente bisognerebbe averlo, l'adolescenza e la giovinezza sono dei periodi così fertili, si può seminare su un terreno ricettivo ed entusiasta...peccato che tante giovani energie vengano appiattite e non abbiano occasione di venir fuori.

amanda ha detto...

@Ale: quando puoi ascoltalo, me lo bacerei il maestro Richet

Mafaldanellarete ha detto...

si, visto che non sono riuscita a trovare nessuno dei titoli che mi hai dato mi guardo gli anni in tasca che il mio animo momentaneamente oppresso ce n'ha di bisogno...
no ma sul serio eh

Tonino ha detto...

Che strano osservare la classe nel video e ricordare quella delle scuole medie.
Affollata, 28-30 alunni, stretti con i lavori appesi, con la grande carta dell'Italia ,ovviamante, con la Puglia che debordava dalla cornice, il crocifisso , la foto del Presidente.
Altri tempi, altri ragazzi con i calzoni corti e la ragazzine..non c'erano donne in classe ,eravamo divisi.
Troppo rozzi ,travolgenti, maleducati, selvaggi. E' stato un errore di quella classe di dirigenti e di insegnanti.
Gl'insegnanti : chi non porta in ricordo la figura di un/una insegnante- professoressa particolare ?
Forse nessuno.
Ritrovarla poi dopo 40 anni come paziente è stato emozionante.
Lei che con la cadenza bolognese, lei che da poco si era trasferita in una realtà diametralmente opposta , nel profondo sud di quel tempo,per amore di suo marito,con abiti e moda ,acconciatura differente dalle altre...Lei che ha fatto scoppiare le ghiandole endocrine produttrici di ormoni durante le sue esibizioni giornaliere di lezioni di matematica e di modello di reggicalze.
Matematica, silenzio , attenzione sulla e sotto la cattedra, tremori dall'ultimo banco.
Non è stata una infanzia dura,in quelle scuole così affollate, con le professoresse autorevoli così come i presidi, temuti dal volume della voce, ma ricordi tanti.

amanda ha detto...

@Mafalda: neanche uno? neanche sideways? ma dove cerchi :D?

suarakamansa ha detto...

devo trovare un po di spazio nella serata "oldies" ma mi fido dei tuoi consigli (cosi come per le ricette). per adesso lo metto in coda dopo: Godzilla, Pointbreak e Arma Letale II.

amanda ha detto...

gesù povero Truffaut è in ottima compagnia

per le ricette ripassa dopo le due
:-)

alle ha detto...

anch'io non ho mai avuto un feeling
stretto con il cinema francese d'autore; i pochi film che ho visto
è stato per fare compagnia ad un'amica che invece era una grande appassionata. Mi veniva più naturale apprezzare opere come Diva o Subway che però, lo dice anche il titolo, di francese francese non avevano poi tanto.
Credo sia ora di recuperare o almeno riprovare a visionare qualche opera per vedere se riesco
ad amarli nel tempo della maturità.

L'audio lo rimando a questa sera, in ogni modo tengo conto del consiglio. grazie

oriana ha detto...

Il cinema francese non è sempre digeribile, ma Truffaut è un vero genio.

Avercene di questi insegnanti! Usa un linguaggio diretto, anche crudo ma non è angosciante. Mi ha particolarmente colpito la frase "Non vi spingo a diventare dei duri, ma dei forti"