29 novembre 2010

Se della mia voce




Se della mia voce potessi liberarmi
per attorcigliare la tua gola alla mia
e solo usare quell'oceano
formato dalle tue parole che nettare sono
per la mia lingua di orfano di vedovo di straniero
Se smettere potessi d'essere assente
per trasformare la tua anima nella mia patria
lasciandoti sentire per una volta
l'impatto mortale del mio silenzio
In fondo altro non sono che il ricordo della tua voce.
Ogni volta che mi rifiuti
finisci di partorirmi.


Alejandro Jodorowsky



Vi invito a gustarvi l'intervista a Jodorowsky proposta dal sito di Lillo

6 commenti:

alessandra ha detto...

Bellissima, ho sentito sempre commenti entusiastici su di lui...mi gusterò l'intervista, come vorrei non dover lavorare per potermi dedicare a queste letture e approfondire, altro che le cose noiosissime che mi fanno fare...ma c'est la vie...

Gloria ha detto...

Per me è un poeta nuovo, sono contenta di aver imparato qualcosa stamattina. grazie ad Amanda e Lillo.
p.s. : che bella foto!

Marilina ha detto...

Anch'io non lo conosco, forse solo sentito il nome.
Poesia mooolto impegnativa per me.
La foto invece mi incanta, sarà che la posizione del micio dice più di mille parole e che così in bianco e nero mi ricorda taaaanto il mio George...

oriana ha detto...

Anche per me è molto impegnativa questa poesia, questi tormenti dell'anima mi angosciano, io sono una persona molto semplice e la mia vita è scivolata via quieta e tranquilla.

maria grazia ha detto...

Conosco Jodorowsky solo di nome, approfondiro' la conoscenza.
In ogni caso la poesia è magnifica e la fotografia di piu', io amo il bianco e nero e il gatto è molto espressivo.

giacynta ha detto...

"Questo è il lavoro della poesia, non credere a ciò che viene definito reale" . E' una definizione che conserverò. Grazie, Amanda!