1 marzo 2011

And the Oscar goes to....



Domenica sono stati assegnati gli Oscar come da tradizione e sono stata entusiasta del risultato: "Il discorso del re" ha vinto 4 Oscar, come miglior film, migliore sceneggiatura originale, miglior regista e miglior attore protagonista. Ho visto questo film recentemente, l'ho trovato magnifico, ha rischiarato un pomeriggio domenicale di noia camomillesca; è un film di quelli che piacciono a me: niente azione o sparatorie furibonde, ma solo la classe e la bravura di grandi attori che si muovono in una suggestiva e nebbiosa atmosfera molto british e in una splendida fotografia. La storia racconta la lotta del Principe Alberto, duca di York e figlio secondogenito di re Giorgio V, contro la sua bestia nera, una balbuzie che lo blocca sin da piccolo, frutto di traumi psicologici infantili.
Quando suo fratello Edoardo abdica per poter sposare Wallis Simpson, un'americana divorziata, il principe Alberto sale al trono come re Giorgio VI ed ha ancora più bisogno di superare il suo problema perchè il suo ruolo gli imporrà di tenere parecchi discorsi in pubblico o in radio.
Grazie all'aiuto di un logopedista australiano fuori dai canoni e al sostegno prezioso e immancabile della moglie, la famosa Regina madre che noi ricordiamo sempre come un'arzilla vecchietta, riuscirà a superare almeno in parte la sua balbuzie e a tenere in radio un discorso di fondamentale importanza, la dichiarazione di guerra alla Germania nazista, parlando alla sua nazione e a tutte le colonie inglesi dell'epoca.
Il regista di questa pellicola, Tom Hooper, ha la mia età e ieri ha ricevuto il suo primo Oscar, bel traguardo direi. Una mezione speciale va a tutto il cast, un bravissimo Geoffrey Rush, una grande Helena Bonham Carter, però io ho da sempre un debole, un grande debole lo confesso, per Colin Firth.
Ho sempre apprezzato la sua recitazione nei film più impegnati e anche in quelli più leggeri come "Il diario di Bridget Jones" in cui interpretava l'impacciato e adorabile Mr Darcy. Poi ovvio l'occhio vuole la sua parte ed è anche un gran bel vedere, un fascino british per me irresistibile, un accento e una voce che mi fanno girare la testa ogni volta che lo sento parlare inglese; è anche un uomo molto spiritoso nelle interviste: nel discorso di ringraziamento alla serata degli Oscar ha fatto ridere tutta la platea e non ha mancato, come fa sempre, di ringraziare quella donna fortunata che è sua moglie, che è anche italiana tra l'altro.
E allora che dire, bravo Colin e correte a vedere "Il discorso del re"!!!

11 commenti:

amanda ha detto...

del film non saprei che dire, ma avrei una gran voglia di vederlo, dei logopedisti, che frequento per lavoro, da almeno 20 anni, dirò che i più bravi, o meglio da noi le più brave, sono quasi tutte donne, hanno tutte un carattere impossibile, cattive come la peste, sanno fare miracoli non finitò mai di ringraziarle per essere in grado di portare a termine il lavoro che noi facciamo con la diagnosi che con gli interventi protesici e che loro fanno diventare magia con il lavoro quotidiano

amanda ha detto...

finirò non finitò naturalmente

alle ha detto...

E' il genere di film che mi appassiona, le difficoltà della vita superate con l'impegno, la forza, la volontà. Riguarda una
storia vera che unisce alla vicenda umana anche quella del periodo storico più interessante del secolo scorso. Ci sono tutti gli ingredienti giusti per essere un film da non perdere.
In quanto a Colin Firth, è uno dei
miei preferiti. Lo vedo proprio come l'icona perfetta del maschio.
Bello, ma non effemminato, forte, simpatico, bravo nel suo lavoro.
Manca qualcosa ?

La cerimonia degli Oscar suscita sempre grande emozione. La più grande rimane, però, l'immagine di Roberto Benigni che cammina sulle poltrone come un folletto per andare a prendersi quella mitica statuetta.

oriana ha detto...

non me lo perdo davvero! Era gia in programma per mercoledì sera (da buona lucchese oculata) il biglietto costa meno...!
Domenica scorsa invce ho accontentato mio marito e siamo andati a vedere il remake del Grinta, mitico western degli anni 60, non amo il genere, ma qualche volta bisogna cedere al compromesso.

Gloria ha detto...

chi l'avrebbe mai detto che dal maglione a rombi di mr darcy sarebbe passato alla corona d'inghilterra? qui non è ancora arrivato ma non lo perderò di sicuro.
è piaciuto pure a mia suocera betty!
tra gli altri film che ho in lista c'è anche un gelido inverno, colonna sonora tutta country, da non perdere

amanda ha detto...

@Gloria: ma non aveva le renne il maglione?

@Oriana: quello dei fratelli Coen vero? e com'era? una mazzata sullo stomaco come il loro solito?

Gloria ha detto...

nel primo libro non aveva un maglione a rombi?
le renne le aveva al party di natale mi pare.

amanda ha detto...

il libro non l'ho letto ma nel film a natale aveva le renne sicuramente :)

oriana ha detto...

per i maglioni credo che abbia ragione Gloria.

Il film dei fratelli Coen è davvero un pugno nello stomaco, molte scene sono molto cruente, ma la fotografia è spettacolare e Jeff Bridges è così bravo da risultare ripugnante tanto è realistico, ma John Wayne.....

amanda ha detto...

Jeff Bridges è un mito e i Coen ne cavano sempre il meglio

ma loro se non ti mitragliano lo stomaco non sono felici da Fargo a non è un paese per vecchi....

Ernest ha detto...

L'ho visto e devo dire che gli oscar sono proprio meritati, rimani incollato allo schermo per circa due ora apprezzando ogni movimento e gesto di tre magnifici attori...