1 aprile 2011

Traslocando



Ultimamente sto ascoltando molta musica italiana, tra le altre cose ho ripreso in mano una raccolta divecchi pezzi di Loredana Bertè, mi sono davvero emozionata , molte canzoni sono bellissime e la sua voce all'epoca era davvero intensa, ti fa vibrare qualcosa dentro. Questa che ho postato è "Traslocando" scritta da Ivano Fossati; ascoltandola ieri sera a letto prima di addormentarmi, ho ripensato ai miei numerosi traslochi, alcuni fatti con l'entusiasmo di un nuovo inizio, qualcuno di malavoglia, qualcuno tra le lacrime. Il trasloco, sia esso uno spostamento di casa o di quartiere all'interno della stessa città o un cambiamento di città o addirittura di nazione, è sempre un evento che ti rimescola dentro in positivo e in negativo. Nel mio periodo romano di traslochi ne ho fatti parecchi, tutti molto faticosi perchè oltretutto nella capitale lo stress comincia già dalla difficile e sfiancante caccia all'appartamento. Poi c'è il dover impacchettare tutto, magari selezionando le cose da buttare (altra impresa titanica), lo spacchettare poi nella nuova residenza e il doversi adattare a un nuovo quartiere, alla nuova stanza e soprattutto ai nuovi coinquilini e non sempre è una bella scoperta. Io in genere il giorno dopo il trasloco partivo sempre per una passeggiata esplorativa nei dintorni, per trovare i miei nuovi punti di riferimento, il bar, l'edicola, la libreria e il negozio di dischi più vicini, le fermate dei bus, il parco e giravo anche per percepiree respirare l'energia del mio nuovo quartiere.
Spesso durante i lavori di "inscatolamento" pre-trasloco sono venuti fuori come fantasmi dei ricordi del passato, magari una lettera, una foto o un biglietto trovati per caso nel fondo di un cassetto o una dedica sulla prima pagina di un libro dimenticato da tempo , un pò come canta Loredana in questa canzone:
"E i miei amori uscivano dai cassetti
E dalle scatole di latta
Qualcuno in macchina, altri ancora solo in maglietta
E correvano via giù per quelle scale, via
Ognuno solo e a bordo della sua fotografia
Traslocando"

E voi che rapporto avete con i traslochi e che ricordi avete di questo momento di passaggio e credo anche in fondo di scoperta di nuovi lati di se stessi? Spero che non sia stato ancora fatto un post sul trasloco, ormai il nostro blogghino ha una certa età :-) e faccio fatica a tenere a mente tutti i post fatti in passato.

9 commenti:

amanda ha detto...

per consolarti ti dirò che neppure io ho memoria di un post sui traslochi. Il trasloco di casa questo sconosciuto. Abito nella stessa casa da quando sono nata, sono passata dal 1° al 4° piano, ho cambiato indirizzo solo perchè la casa è d'angolo :)
Invece ho conosciuto una serie infinita di traslochi sul lavoro, che non è proprio la stessa cosa, ma comunque c'è da inscatolare, c'è da salutare, c'è da archiviare, c'è da buttare, c'è da salutare, specie se cambi città e sono cicatrici

Gloria ha detto...

quando avevo 15 anni ci siamo trasferiti da un appartamento in centro a una casetta in periferia. ero disperata. mi dispiaceva lasciare le mie amicizie, andare a vivere in un posto "lontano" in campagna.
col tempo ho iniziato ad amare la casa nuova, mi piacciono i vicini, mi piace il boschetto dietro casa, adoro fare colazione con i caprioli che scrutano curiosi i miei movimenti ma che ormai non sono più impauriti, mi piace raccogliere i pomodori, le prugne, il basilico, le nocciole. mi piace chiacchierare con la vicina in giardino delle nostre gatte. mi piace nelle sere d'estate sedermi in giardino e godermi le lucciole, i grilli,l'allocco che va in caccia.
mi piace vedere i miei girasoli che crescono, le fragoline e soprattutto adoro spantegarmi sull'amaca all'ombra delle betulle e sonnecchiare.
non tornerei più ad abitare in centro, assolutamente.

amanda ha detto...

@Gloria: e te credo!

oriana ha detto...

Ale, grazie soprattutto per la Bertè, una cantante che ho amato molto e che amo, nonostante ultimamente sia diventata un personaggio scomodo e stravagante.
Anch'io ho solo un trasloco da raccontare: da casa dei miei, alla nostra casa ed ero molto felice di iniziare una nuova vita. E' il trasloco di mia figlia che ha lasciato dietro di se strascichi e ricordi, a distanza di sei mesi non ha ancora finito di "traslocare".

amanda ha detto...

secondo me Oriana non finisce quel trasloco lì

almeno fino a quando la mamma le riempie il frigo di cose buone

maria grazia ha detto...

oh io di traslochi di lavoro ne ho fatti, e uno è stato molto doloroso ma assolutamente necessario, da lì ho capito che avevo le ali e potevo volare.

I traslochi della vita privata sono stati... uno.. da casa dei miei alla casa in cui sono andata a vivere da sola, anche questo è stato doloroso non tanto per me quanto per mia mamma, il trasloco pero' è continuato negli anni, perchè in casa dei miei avevo tante cose che non potevo tenere nella casa nuova per mancanza di spazio, il trasloco è finito solo quando sono mancati i miei e ho dovuto per forza svuotare la loro casa, ed è stato un dolore immenso, perchè si è chiusa una porta e questa volta in modo defintivo.

Ernest ha detto...

direi che ne ho già fatti troppi e non mi piacciono decisamente... tra l'alro mi sa che tra un po' ne dovrò fare un altro visto che sto cercando casa e forse dico forse l'ho trovata, mutuo permettendo si capisce.
:)

amanda ha detto...

@Ernest: beh se questa sarà la tua casa, ben venga il trasloco :)

alle ha detto...

Traslocammo che ero una bambina, non solo si cambiò casa, ma anche città e nazione. Sono passati molti decenni, ma ricordo ancora i momenti di quel viaggio e poi la nuova vita con una lingua da imparare, la prima volta alla scuola materna, le abitudini stravolte. Arrivavo da una piccola valle abitata da poche famiglie dove sentivi solo il rumore del ruscello, dei campanacci delle mucche e poco altro. Fu quasi uno scontro con la civiltà, ma alla fine non ho ancora cambiato. Forse inconsciamente conservo ancora in qualche meandro della mente la difficoltà di quel momento e di quel trasloco.