13 gennaio 2012

Le tentazioni di Antonio 5






...continua

il viaggio in taxi era stato lungo, il quartiere densamente popolato aveva lasciato il posto ad una anonima periferia, Antonio si era assopito e poi si era destato a corsa finita, di fronte alla stazione, che pareva proprio quella di una grande città e dopo aver pagato era sceso alla ricerca di un cartellone o di una biglietteria che gli consentissero finalmente di comprendere dove si trovasse. Entrò nell'enorme sala d'attesa ma alle pareti non vide un solo tabellone indicante arrivi o partenze, nessuna traccia di un orario, si avvicinò quindi ad un uomo ed una donna, due viaggiatori, l'uomo teneva tra le labbra un mozzicone di sigaro spento e si era liberato delle pesanti calzature, in realtà parevano aver viaggiato nel tempo oltre che nello spazio. "Scusate, sapete dirmi dove ci troviamo?" chiese Antonio, quelli levarono il capo verso di lui contemporaneamente e quasi simultaneamente gli sorrisero. "Vedi Etta, eccone un altro, arrivano qui a notte fonda e non sanno neppure dove si trovano", la donna guardò Antonio con senso di fraterna comprensione "Succede sa, più spesso di quanto uno voglia ammettere con se stesso, un piccolo cedimento e si varca la soglia, poi si fatica a trovare la scala per uscire, si perde l'orientamento come niente qui". Antonio comprese allora che sapevano come lui fosse arrivato fino a lì e si sedette con loro chiedendo lumi su come procedere nella ricerca della scala. "Una stazione è piena di scale, mio caro, basta avere in mente la meta ed agire di conseguenza". Antonio pensò che la sua meta era la sua casa, era la sua vita, che la voleva ora, che non poteva rimanere in quell'incubo neanche un minuto di più. Salutò la coppia e si diresse verso le scale della stazione,ed iniziò a scendere, alla fine della scala, lungo i binari deserti vide una ragazza che leggeva un libro e le si avvicinò. "Scusa, aspetti un treno? Sono invadente se ti chiedo dove sei diretta?" La ragazza alzò lo sguardo dal libro, Antonio lesse stupore nel suo sguardo, poi una lacrima scese muta lungo il suo viso e si infranse sulle pagine del libro. Antonio si accorse allora che il libro era vergato a mano con un inchiostro azzurro da una bella scrittura femminile e che la lacrima aveva chiazzato i versi di una preghiera. "Scusa non volevo turbarti, semplicemente non so dove mi trovo,è troppo lungo da spiegare, mi sono perso". La ragazza a quel punto levò la mano e gli sfiorò un braccio


continua....

6 commenti:

Ernest ha detto...

:)

alessandra ha detto...

Brava Amanda...mi immedesimo in questo Antonio sperso alla ricerca impaziente della sua vita tra treni e stazioni..bella la poesia che dà una nuova versione del Padre nostro....

suarakamansa ha detto...

antonio merita il seguito.

Giocondor ha detto...

Ti seguo curioso!

giardigno65 ha detto...

perdersi è una vera tentazione...

amanda ha detto...

vero Antonio?