20 luglio 2010

meriggiare....





Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.


Eugenio Montale. Ossi di seppia

14 commenti:

alessandra ha detto...

Ma lo sai cara Amanda che proprio sabato avevo pensato di riprendere in mano "Ossi di seppia", sabato pomeriggio avevo visto Linea Blu e c'era un servizio sul parco letterario di Montale in Liguria...ah questi liguri che uomini :-)

Gloria ha detto...

Uh che paura montale!
era uscito il tema alla maturità e nessuno era preparato! brrr..
ps. : che bella foto!

amanda ha detto...

ma come si faceva a non essere preparati su Montale? Che razza di insegnante avevate?

Avete risentito e rivisto come sono sensuali questi versi?

Sensuali nel senso che li ascolti perchè sono sonori, senti con il tatto il calore sulla pelle, vedi con gli occhi tutta quella luce, annusi tutti i profumi dell'estate

Marilina ha detto...

Questa foto è la riprova che:

a) uno sguardo mite può nascondere un genio

b) solo chi ama i gatti raggiunge vette impossibili ai più

:-)))))))))))))))))

Marilina ha detto...

Sono d'accordo Amanda, sono versi assolutamente evocativi.

Bellissima.

alessandra ha detto...

@Amanda
Sì e poi sono parole sonore....

oriana ha detto...

la mia insegnante delle medie amava particolarmente Montale, ed è riuscita a farcelo amare.
E' proprio così Amanda, questi versi si "sentono"

giardigno65 ha detto...

Ora sono io
l’agave che s’abbarbica al crepaccio
dello scoglio
e sfugge al mare dalle braccia d’alghe
che spalanca ampie gole e abbranca rocce;
e nel fermento
d’ogni essenza, coi miei racchiusi bocci
che non sanno più esplodere oggi sento
la mia immobilità come un tormento.

E. Montale

amanda ha detto...

Ecco è così, altro esempio di versi sensuali, grazie, come sempre, Giardi

alle ha detto...

I limoni
Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantanoi ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.......

spesso ho ritrovato nel selvaggio paesaggio ligure pezzi di poesie di Montale che così bene ha saputo rievocarne i colori, i profumi, i suoni, il vento, il sole.
Un poeta semplice e complesso, con la sua poesia fu amore a prima vista. Anch’io spesso mi sono sentita come in questi primi versi de I limoni.

amanda ha detto...

che meraviglia questo Montale day!

alle ha detto...

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

E.Montale

mi commuove sempre leggerla, che ci volete fare sarà l'età!

amanda ha detto...

infatti commuove anche me... è l'età è l'età

oriana ha detto...

sarà l'età, ma io ho gli occhi umidi.