20 dicembre 2010

Dell'esistenza di Babbo Natale




Avere una sorella di 6 anni maggiore ha i suoi innegabili vantaggi, qualche esempio:
  • Mentre i tuoi coetanei ascoltano solo lo zecchino d'oro, tu ascolti quello, ma anche Battisti, De Andrè e David Bowie
  • Hai una stilista personale che ti crea abiti ora stile Hollie Hobbie, ora stile Audrey Hepburn in Sabrina con gonne a ruota e ballerine
  • Partecipi in tenera età ad un vero collettivo femminista di quelli cattivi prima che questi scompaiano e le veline diventino ministro
  • Riesci a stare fuori più delle tue compagne adolescenti perchè tanto le lotte le ha già fatte lei
  • Qualcuno ti spiega come si scalano i punti di una maglia a ferri con le maniche a reglan a punto inglese
  • Al momento debito è lei che ti spiega le cose della vita e non hai imbarazzanti discorsetti fatti da tua madre
Ma c'è il terribile rovescio della medaglia: 24 dicembre 1968, tu vai girando per casa dicendo che questa notte arriverà Babbo Natale, occhi illuminati da una luce mistica, tutta fremente, già premeditando come fare a "sgamarlo" finalmente nel momento cruciale della deposizione del regalo sotto l'albero, accanto al presepe. Lei ti sibila all'orecchio: Babbo Natale non esiste.
Tu non le dai troppo credito.
Tuttavia il tarlo del dubbio si è insinuato nel tuo giovane cuore e giri per casa chiedendo a nonni, prozie, mamme e papà conferma dell'esistenza del Grande Vecchio avvinazzato e tutti loro ti rassicurano: Babbo Natale esiste.
La sorella a quel punto deve sbattere il tuo paffuto visino di bimba innocente sulla dura realtà della vita e verso sera ti conduce di fronte alla porta chiusa del salotto dietro la quale si avvertono insoliti rumori e ti invita a guardare dal buco della serratura.
E cosa vedi dal malefico buco? Tua madre che impacchetta i regali di natale che l'indomani ti diranno essere stati portati nottetempo dal Tondo adorabile Barbuto.
Così con il cuore spezzato, le lacrime appena trattenute, la voce un po' rotta, ma senza nessuna voglia di darla vinta alla spiona, ti volti e con l'ultimo orgoglio che ti è rimasto la guardi ed esclami: lo sapevo già.
Invece, se non mi fosse stato detto il 24 dicembre del 68, ancora ci crederei a Babbo Natale, lo giuro

20 commenti:

alessandra ha detto...

Ma perchè Babbo Natale non esiste???? UAUAUAUAUAUAUAUAUAUU PIANGO!!! :-)
Sai cara Amanda che ora che mi ci fai pensare non ricordo come ho scoperto che Babbo Natale non esiSteva, deve essere stato un modo non traumatico, forse ero un pò più grandicella...
Io sono la sorella maggiore, mi sarebbe piaciuto molto avere un fratello più grande.

amanda ha detto...

ma forse quando te ne rendi conto da solo un po' per volta è meno drammatica la questione

Gloria ha detto...

Io ho un fratello maggiore che mi ha insegnato : a giocare a subbuteo, a farmi in cappello da indiano, le tabelline, mi aiutava a colorare, mi aiutava nelle versioni di latino, mi ha fatto un corso accelerato di fisica e matematica per la maturità. il filo diretto con babbo natale l'aveva lui in casa.
quando ero piccola mi aveva spiegato che dovevo scrivere la letterina, lasciarla sul tavolo della sala, chiudere la porta e aspettare fiduciosa. così lui scrisse per me la letterina, la depositai come mi era stato detto, chiusi la porta, poi lui, il furbone mi distrasse con la scusa dei biscotti ( già allora mi si poteva comprare per un dolcino....)Corsi in cucina e mentre scofanavo i biscotti come un piccolo licaone la letterina iniziava il suo viaggio. finita la merenda tornai in sala e magicamente era sparita. sono rimasta sotto shock un intero giorno. babbo natale esiste! era venuto in casa mia!! che bomba!

Gloria ha detto...

P.S. : in questa foto siete adorabili. due splendide piccole donne!

amanda ha detto...

@Gloria: questo dovrebbe fare un fratello maggiore.
La mia non mi ha mai perdonato di averle fatto perdere il privilegio di essere stata una figlia unica

amanda ha detto...

e grazie la foto piace molto anche a me

alessandra ha detto...

Anfatti nella fretta ho dimenticato di commentare la foto...dico solo stupenderrima e la piccola Amanda è deliziosa, peccato che a quell'età non sapesse ancora fare le torte salate. :-)

amanda ha detto...

comunque la foto si è sbiadita in realtà la grande è molto più rossa la piccola molto meno ed in più non si vedono le deliziose lentiggini della grande

oriana ha detto...

neanch'io ricordo come sia avvenuta la scoperta, sono la più grande di 4 fratelli, però non ricordo neanche di averlo svelato a loro.
Ricordo perfettamente invece la tragedia che fece mia figlia, quando il fratello più grande la portò nel sottotetto della mansarda e gli fece vedere i regali impacchettati e pronti nel sacco. Furono pianti per 3 giorni, al punto che anche il fratello non sapeva più come consolarla.

Amanda però lo sguardo birbantello si vede già benissimo!

giardigno65 ha detto...

babbo natale esiste eccome, sono le sorelle che (a volte) non esistono ...

franzblog2 ha detto...

Sia pur a distanza di diversi anni, abbiamo fatto, cara Amanda, quello che si chiama "slalom parallelo": anch'io infatti ho un fratello, di cinque anni e mezzo più grande (beh, diciamo più attempato!).
Gli devo molto sul piano della formazione, oltre che su quei dischi di musica beat, e poi i primissimi De André e Guccini; ...un po' meno sulla lotta per l'ossigeno affettivo, non abbondantissimo, allora, nella nostra famiglia.
Comunque non fu traumatico sapere, credo proprio da lui, che Babbo Natale non esiste (ammesso che avesse ragione); a ruota, poi, crollarono la Befana e, proprio così, la cicogna.
Non ho ancora capito, però, chi li porta, allora, i bambini...

Marilina ha detto...

Siete bellissime, Amanda.
Io ho un fratello di quattro anni più grande, ma lui crede ancora a Babbo Natale.
Io non possiedo ricordi della mia infanzia (come ho già avuto occasione di scrivere), questa sera chiederò a mia mamma.

Marilina ha detto...

Ah, Franz, mi spiace essere io a darti questa delusione, ma i bambini non li porta nessuno, si trovano sotto ai cavoli...

Sara ha detto...

Che bella dichiarazione d'amore sorellare! Io ho un fratello che adoro, ma il fatto di volergli bene, mi fa pensare che sarebbe stato ancora più bello se non fossimo stati solo in due.

amanda ha detto...

oh Giardi grazie mille, tu sì che mi capisci

maria grazia ha detto...

Che belle che siete Amanda! sdi il visino furbet$to lo avevi già, ma si sa che le seconde sono piu' "sveglie" delle prime..., almeno nella mia famiglia è stato così.
Io ho scoperto papà, che arrivava in salotto dove dormivo per sistemare i pacchetti sotto l'albero e cosi' ho capito che Gesu' Bambino non portava i regali, ma a mia sorella non ho detto nulla giuro! ha scoperto tutto da sola.

giacynta ha detto...

Tutto sommato meglio così che scoprirlo da soli, vedendo la propria mamma ( babbo natale è una donna? ), in camicia da notte, portare alle sette di mattina ( ma babbo natale non fa il suo giro di notte ?)i regali e lasciarli sul comodino.

amanda ha detto...

@Giacynta: dici? mah!

alle ha detto...

Il destino non ha voluto regalarmi una sorella, così mi sono dovuta accontentare di due fratelli, uno più grande e uno più piccolo.....
Scherzi a parte, noi tre siamo quasi una cosa unica, nell'arco di poco più di tre anni ci hanno accomodati tutti. Così siamo cresciuti all'unisono, scoprendo la vita insieme, facendo gli stessi giochi, persino la sezione alle medie era la stessa. Poi crescendo ci siamo sostenuti a vicenda per le stesse libertà, abbiamo condiviso amicizie ed esperienze. Ed è ancora così, sempre possiamo contare sul reciproco appoggio.

Da piccoli a Natale veniva Gesù Bambino, mio padre ci faceva stare tutti in cucina, lui andava in salotto ad aprire la finestra per agevolare l'entrata del Bambinello e naturalmente approfittava del momento per adagiare i regali sotto l'albero. Poi tornava da noi, aspettavamo qualche minuto e "gioite, gioite" non credevamo ai nostri occhi, c'erano i pacchetti e la finestra, ancora aperta, era la prova certa di quanto avvenuto.
Quando abitavo in Svizzera, la notte della vigilia Babbo Natale bussava alla porta di quelle poche case in quella valle sperduta. Santa Claus varcava la soglia accompagnato da due elfi incappucciati e chiedeva a gran voce se in quella casa ci fosse un bambino in grado di recitare una poesia al grande vecchio. Naturalmente si sacrificava mio fratello grande, Vince, al quale mia madre aveva insegnato qualche verso per l'occasione. Io, invece, trovavo rifugio sotto il tavolo, mimetizzata tra le sedie, tremavo come una foglia e pregavo che nessuno si accorgesse di me. Alla fine Santa Claus soddisfatto lasciava caramelle e dolciumi e si dileguava nella notte fredda e innevata. E io potevo riemergere dal mio rifugio ben contenta che da noi i regali li portasse un bambino, timido e riservato come ero io.
La scoperta che nè Babbo Natale, nè Gesù Bambino fossero in realtà così generosi è avvenuta per gradi e devo dire senza particolari traumi.

Amanda, quella foto è splendida. Siete bellissime ed entrambe con
gli occhi furbetti.

Marilina ha detto...

Alle, a leggere il racconto di quando eravate in Svizzera mi hai fatto venire i brividi!
Anche se era un momento che tu temevi, che attesa e che gioia!
Vince sta per Vincenzo?