9 febbraio 2011

I misteri della toilette ovvero non aprite quel rubinetto


Questo post non è la recensione nè di un racconto inedito di Edgar Allan Poe dall'improbabile titolo "I misteri della toilette" nè del film horror "Non aprite quel rubinetto" o sarebbe meglio dire "Apritelo se ce la fate". La vostra boccoluta amica (detta anche la ragazza con la valigia), come ben sapete, se ne va spesso a zonzo per l'Italia nel weekend. Ecco nelle mie micro-peregrinazioni, mi capita sempre più spesso di trovarmi in difficoltà in uno specifico momento, ovvero quando scatta l'ora toilette....no, non pensate male, non è mia intenzione andare troppo sul personale per carità!! Mi trovo in difficoltà perchè ormai in ogni singolo bagno di bar, hotel, pub, ristorante e locale pubblico in genere, c'è un differente e particolare modo di aprire il rubinetto e tirare lo sciacquone. A volte diventa un vero e proprio rompicapo: nell'ultimo locale in cui ho pranzato a Roma, io e una giapponese siamo rimaste dieci minuti a cercare di capire come si potesse far uscire l'acqua dal rubinetto, poi ci siamo arrese e abbiamo chiesto al cameriere; ebbene esisteva un pulsante ben nascosto per azionare il rubinetto, e aggiungo che il pulsante era nero su pavimento nero.
Nel mio girovagare ho catalogato vari tipi di rubinetti: allora mi vengono in mente subito il rubinetto che si aziona con la fotocellula e tu non sai mai a quale distanza mettere le mani, la distanza cambia da rubinetto a rubinetto e a te l'arduo compito di modularla ed azzeccare quella giusta ogni volta; poi c'è il rubinetto che si azione col pulsante o la leva a terra, poi esistono manopole e pulsanti improbabili sul rubinetto stesso che metterebbero a dura prova anche i più abili solutori di rebus e sciarade.
Il bello è quando, in uno slancio suicida di ottimismo, mi sono già messa il sapone sulle mani e rimango lì tutta impiastricciata a cercare un modo di far uscire l'acqua. A volte mi viene da pensare: ma non è che i gestori dei vari bar, hotel, ecc..disseminano i bagni di questi rompicapo per risparmiare i costi dell'acqua confidando che alla fine il povero avventore si arrende e spesso si vergogna di chiedere come risolvere il rebus? O sono così sensibili alle sorti del nostro pianeta che vogliono diminuire gli sprechi d'acqua? :-)
Anche nel settore sciacquoni c'è tanta varietà di pulsanti e leve varie, collocati ogni volta in un posto a sopresa, l'Oscar però lo darei a quello che si aziona automaticamente ogni tot secondi facendoti sobbalzare per lo spavento; in genere questo si verifica negli stessi bagni in cui dopo tot secondi la luce si spegne automaticamente, incurante del fatto che tu sia ancora lì perchè per la luce cronometrata dovresti essere già fuori.
Il bagno più futuristico l'ho visto al MACRO di Roma, il Museo delle Arti Contemporanee, la foto che ho allegato l'ho scattata lì, scusate la pessima qualità dell'immagine, ma spero renda l'idea, io sono la scema che aziona il flash.
Questo bagno tutto specchi e alluminio ci sta bene nel contesto del museo, anche se ci ho pur messo un quarto d'ora a far uscire l'acqua dal rubinetto; comunque è stata una bella soddisfazione riuscire nell'impresa, appena l'acqua ha cominciato a zampillare, il bagno si è rabbuiato e il lavandino si è illuminato di un rosso fuoco molto suggestivo (vedi foto allegata).
Una menzione speciale la darei al nostro bagno dell' "ospedale cambogiano" ai tempi del glorioso Tiffanyraduno romano: il rumore dello sciacquone di Shining rimarrà indelebile nelle nostre memorie, anche Stanley Kubrick l'avrebbe apprezzato e ne avrebbe colto la valenza horror.

E voi che avventure avete avuto alle prese con le diavolerie delle toilette in giro per l'Italia ed il mondo?


18 commenti:

amanda ha detto...

nei centri sportivi in cui vado a fare fondo ci sono i famosi presto presto, quelli che pigi e ti danno l'acqua a tempo, direte voi dove sta il problema, pigi e vai, il problema sta nel fatto che l'acqua scende a temperatura prossima al congelamento e che appena ci hai fatto l'abitudine quella si spenge e la tortura ricomincia e naturalmente spesso non c'è neanche un po' di aria calda o di carta con cui asciugare le zampette intirizzite prima di tornare a meno 4 o meno 14 onde evitare il congelamento garantito.
Per il resto segnalo la straordinaria idea del genio che ristrutturò casa dei miei ricavando il secondo bagno. Allora viveva con noi la zia Teodolinda, anni 87 circa che naturalmente porella non era una scheggia. Il genio mise la fotocellula e quella ogni tanto doveva fare ciao ciao con la manina perchè rimaneva al buio. Dopo 3 mesi di ciao ciao siamo tornati al vecchio e sano sistema dell'interruttore

Gloria ha detto...

io ho il terrore di quegli degli aerei. mi vedo sempre risucchiata nel vortice e catpultata a 10000 metri fuori dall'aereo. il rumore è spaventoso e l'aria che risucchiano è impressionante. e poi ho sempre paura di non riuscire a uscire perchè quelle porticine a soffietto che non capisco mai come vanno aperte mi ingannano sempre. e mentre sono lì penso : e se non esco? e se non si apre? mi sentiranno? capiranno che sono qui?....poi per magia il risucchio non mi ingoia la porta si apre e posso tornare felice al mio posto a gustarmi il pasto plastico a base di chicken and pasta..

Gloria ha detto...

Amanda : zia Teodolinda che fa ciao ciao è insuperabile!|

claudia ha detto...

Oddio Gloria, che brutto pensiero il bagno degli aerei!
E' vero, comunque, capire il funzionamento delle toilette é sempre un'impresa.
Però l'esperienza che mi ha segnato di più é stata la vacanza in estonia e lituania, dove, appena ti siedi sul "trono", leggi sul muro di fronte un cartello che ti invita a gettare TUTTO, compresa la carta igienica, nel cestino e non nel WC.
Vi lascio immaginare che cosa ci fosse, nei cestini in questione!

Il che, quando si parla dell'evolutissimo nord europa, fa sempre un certo effetto...

alessandra ha detto...

E' vero Amanda ho dimenticato i rubinetti a tempo!! Tremendi!!
Gloria i bagni degli aerei fanno impressione anche me,io poi già sono in ansia di mio durante il volo figuriamoci.
Ultimamente hanno messo i bagni anche nei pullman a due piani che vanno dalll'Abruzzo a Roma o Bologna, un bagno per lillupuziani e per chi non soffre di claustrofobia.
Claudia ma che orrore questo fatto di buttare tutto nel cestino!!!

amanda ha detto...

non che quelli dei treni......

alessandra ha detto...

Oddio i treni, hai ragione, come ho potuto dimenticarli visto che ci viaggio molto spesso...lì la nota dolente è l'igiene..pessima..e poi spesso ti devi fare tutto il treno a piedi a piedi per trovare un bagno funzionante..ossignur!!

Marilina ha detto...

1997. Parigi. Il bagno del Beaubourg (che si scriva così?!?).
Sono rimasta mezz'ora dentro alla toilette perchè non sapevo dove fosse lo sciacquone. Era impossibile che non lo vedessi, in due metri quadri di pareti d'acciaio lisce. In un posto così tecnologico e moderno poi, potevano essersi dimenticati di farlo?!?
Alla fine, sconsolata, apro la porta per uscire e... magia!!! L'acqua scroscia.

P.S. Non mi ricordo l'anno per via dello sciacquone...

alle ha detto...

Entro nel bagno di un ristorante sulla calata del porto a Santa Margherita Ligure:
atmosfera dark, pavimento trasparente che ti sembra di precipitare, luci vedo non-vedo, musica "house" e dulcis in fundo
carta igienica completamente nera.
Vi assicuro che per un attimo mi sono chiesta se era meglio usarla oppure no........ funziona come tutte le altre, però fa un certo effetto.
La toilette più bella e sofisticata l'ho incontrata a NYC al Red Baron, è un vero e proprio salotto c'è una signora che ti assiste e ti rifornisce di tutto
ciò che ti può servire in quel momento, dai cosmetici al profumo,
dalle forcine per capelli alle cigarettes. La mancia è obbligatoria perchè costituisce lo stipendio del personale. Only in america!

alessandra ha detto...

L'altro giorno ora che ci penso ho visto un servizio in televisione su una guida turistica di Berlino che si è inventata un tour tematico particolare da far fare ai turisti, il toour dei bagni più interessanti della città, visto che Berlino è una città in continuo fermento architettonico e le toilette originali e particolari abbondano.

amanda ha detto...

alla fine tutto quello che vuoi stile e design ma se il bagno non è pulito

claudia ha detto...

Anfatti, Amanda!
Io ho preso l'abitudine di andare subito in bagno quando mangio in ristorante.
A seconda del livello di pulizia ordino piatti più o meno elaborati, con più o meno sugo, più o meno riciclabili eccetera...

Marilina ha detto...

Prima di tutto bagno pulito.
Ma se trovo carta per terra e certe situazioni indecenti, prima di pensare al gestore del locale penso ma queste donne a casa loro fanno lo stesso?!?

amanda ha detto...

@Claudia: mi fai schiantare :D

Ernest ha detto...

è già un miracolo trovarlo un bagno!!!
:)

Serena ha detto...

Qui nel mondo di Oz sono avantissimo. Solo rubinetteria classica, giri la manopola e il miracolo si compie :-)

amanda ha detto...

@Serena: meglio il mondo di Oz il peggio che possa succedere è che il rubinetto goccioli

alessandra ha detto...

Anfatti meglio il mondo di Oz....ah il vecchio caro rubinetto che gocciola, alle volte la tradizione è la cosa migliore.