6 settembre 2011

Legàmi 2








Era ormai un mese che pescava lettere dallo scrigno, una al giorno, gli piaceva ninnarsi con quelle parole, lo facevano scivolare nel sonno sereno. Quella sera gli capitò questa tra le mani, la carta non era usurata come quella delle altre lettere, pareva letta una sola volta

“Francesca,

mia chioccia adorata,


asciuga le lacrime, voltiamo pagina, facciamolo per il nostro amore che mi è così caro, facciamolo per noi, per dignità, perché crediamo in quello che siamo insieme, facciamolo per quei bimbi che non vogliono saperne di arrivare, ma di cui, lo so con certezza, saresti stata la migliore madre che si possa immaginare, facciamolo per il padre, forse non all’altezza, che sarei stato io. Non voglio neppure sapere chi non è adatto a procreare di noi due, non ci è stata data questa fortuna e basta.
Ma si può essere sempre fortunati nella vita? Io già sono stato baciato dalla dea bendata ad aver incrociato te sul mio cammino, non potevo chiedere di più.
Non distruggiamo tutto alla ricerca di ciò che non c’è, abbiamo già così tanto noi insieme Ripartiamo da noi.


Ettore che farebbe di tutto per ridarti il sorriso”




subito sotto trovò la risposta, solo leggermente più usurata della precedente:





"Caro Ettore,


ti prego lasciami tempo,se riuscirò a ricominciare è da noi che inizierò, lasciami il tempo che si posi la terra sulla tomba dove ho sepolto i nostri figli mai nati. A loro che quasi chiamavo per nome, avevo già cantato ninne nanne, asciugato lacrime e baciato piedini e manine, avevo sgridato capricci inutili. Li avevo immaginati divenire adolescenti goffi. Avevo visto in loro i tuoi occhi belli e le mie manie e, per questo, li avevo amati.


Non sono stati e non saranno mai e rassegnarsi a non poter dare nè ricevere tanto amore è un dolore immenso.


Prova ad aspettarmi, faccio un giro nella notte, tu sei il mio faro, forse potrò tornare.
Francesca"




Piegò quelle lettere, inattese per lui, gli zii erano stati così presenti nella sua vita, ma mai aveva intuito tanto dolore.


Poi sorrise consapevole che il faro aveva saputo portare la barca in porto, il più bel figlio non era mai cresciuto, ma le cose più belle sicuramente se le erano dette.



13 commenti:

alessandra ha detto...

Eccola è tornata la nostra Amanda scrittrice. Sempre un piacere grande leggerti..mi piace molto anche Hikmet..

oriana ha detto...

Mi sono commossa. E' bellissimo, doloroso e intenso, ma c'è la speranza(mia compagna di vita) e il lieto fine che lascia intravedere una vita in fondo serena. Bello!

maria grazia ha detto...

Che bel racconto Amanda-scrittrice! Veramente intenso e commovente, ha detto bene Oriana.

@Oriana se non ci fosse la speranza, che vita sarebbe?

Marilina ha detto...

E' sempre struggente quando scopri un cruccio che non conoscevi dei tuoi cari.

E lo è ancor di più se l'argomento è di quelli senza fine, figli sì, figli no perchè, adozione, affido...

Grazie Amanda.

TuristadiMestiere ha detto...

delicata, profonda, intensa, struggente. Un amore che è, e che vince sull'angoscia di un amore che non sarà mai. Bellissimo!

claudia ha detto...

Ciao Amanda!
Non passo sul blog per due giorni e quando torno trovo questo bel post. Mi incanto sempre a leggere le tue storie.
PS: sai che domenica sono di passaggio a Padova? Ma proprio passaggio passaggio, giusto un paio d'ore.
Consigli per pranzo?

Franz ha detto...

L'assenza per un giorno feriale dalle pubblicazioni di Tiffany, fatto abbastanza inconsueto, rende giustizia all'intensità di questo scritto, che merita senz'altro il giorno aggiuntivo di ribalta.
La sua lettura è malinconica, profonda e carezzevole, ma c'è una breve frase ("Avevo visto in loro i tuoi occhi belli") in cui ho percepito il vibrare della poesia, quella di cui si avverte l'inspiegabile prodigio senza tempo.

giardigno65 ha detto...

ci vuole la carta per scrivere certe parole, lo sfondo bianco delle mail non basta ...

amanda ha detto...

grazie a tutti :)


@Claudia:in centro nel ghetto dietro piazza delle erbe c'è la trattoria enoteca all'Anfora, mi spiace solo che domenica non ci sarò, quello è il cuore più vivo della mia città, Padova è le sue piazze

suarakamansa ha detto...

proprio brava

claudia ha detto...

@Amanda grazie mille!!
Immagino che domenica tu vada a fare qualche escursione delle tue, facili facili e per niente faticose, no?
Comunque stai tranquilla, ho veramente poche ore di tempo. Sono solo in transito.
Piuttosto, a quando il prossimo raduno???

amanda ha detto...

proprio così Claudia, ci rimaneva un giro, che a causa del tempo così e così non abbiamo potuto fare nella nostra settimana di ferie, così si parte per la Val Aurina.Ecco bisognerà che iniziamo ad organizzarlo sto benedetto raduno

Alle ha detto...

Ho sempre pensato che una bella coppia, e non intendo in senso estetico, possa avere la capacità di superare il mancato arrivo di un figlio, pur se cercato e desiderato. Questo vuoto, che in qualche modo intralcia il componimento naturale della propria vita, può essere colmato da tante altre belle cose a cui ci si può dedicare in modo altrettanto appassionato e pieno. Basta volerlo e basta trovare una ragione diversa che renda la vita di coppia ugualmente importante.
Credo che ogni persona che non abbia avuto figli sia stata toccata da molta sofferenza, ma una volta che si è pianto tutte le lacrime disponibili bisogna davvero voltare pagina ed evitare di trasformare la propria esistenza in un calvario inutile.

Amanda credo che tu abbia toccato un momento lirico molto alto. Non solo l'argomento, ma le parole e il ritratto di un uomo e una donna che sanno amarsi per ciò che sono, fa di questo breve racconto un bel pezzo della storia sentimentale che ognuno vorrebbe vivere.
Grazie e aspetto "Lègami 3".